Toti circondato: scontro con Salvini e caos tra i suoi. Il governatore sbotta in chat: mi dimetto

5 Feb 2022 20:28 - di Bianca Conte
Toti

Altro che una questione che va risolta «in sede politica e amichevole»: lo scontro tra Toti e le Lega in Liguria (e tra il governatore e Matteo Salvini) entra nel vivo. E alza la temperatura polemica della diatriba a livelli incandescenti. Nonostante rumors e voci di corridoio di cui le agenzie riferiscono parlino di guerra fredda nella Regione tra il governatore e il Carroccio, che non ha digerito i franchi tiratori nascosti tra le fila di Cambiamo che avrebbero impallinato la candidatura di Elisabetta Casellati al Colle. Come pure, le fughe in avanti di Toti, sempre più determinato a costruire un terzo polo di centro con i renziani e Mastella.

Toti, e il polo (di centristi) della discordia…

Un polo di centristi alternativo a quanto, appena 3 giorni fa, il numero uno della Liguria ha definito: «I simulacri delle coalizioni che furono». Ossia, «le coalizioni come le abbiamo conosciute a destra e a sinistra». E rispetto alle quali, ha poi aggiunto Toti, «c’è stata la rivoluzione». Con «le rispettive alleanze rimaste chiuse nella comoda Versailles pensando di poter sfamare gli elettori “a brioche”, come il proverbiale detto della regina Maria Antonietta»…

Toti si sfoga sulla Lega in chat: «Se vogliono mandare il Consiglio a casa, mi dimetto io»

Battibecchi che diventano proclami. E botta e risposta che si trasformano in vere dichiarazioni di guerra, tutt’altro che fredda. Così, raccontano all’Adnkronos, che il leader di Cambiamo, forse anche preoccupato dalle voci su possibili fuoriuscite dal suo movimento verso Fratelli d’Italia e il Carroccio, avrebbe paventato le sue dimissioni da presidente della Regione. Oltre che chiesto, attraverso il capogruppo Angelo Vaccarezza, ai suoi consiglieri di offrire le loro, se necessario. Dunque, le fibrillazioni nazionali si sarebbero trasferite sulla chat interna dei “totiani liguri”, poi girata via Whatsapp ad altri addetti ai lavori, aprendo un dibattito sulla linea politica da tenere di fronte agli ultimi attacchi dei leghisti che accusano Toti di pensare più al suo futuro politico che a quello della Liguria.

Toti assicura i suoi di essere pronto a fare un passo indietro

«Se voglio mandare a casa il Consiglio regionale, faccio molto prima e senza chiederlo, se non a me stesso», si sarebbe sfogato il cofondatore di Coraggio Italia con i suoi consiglieri, assicurando di essere pronto a fare un passo indietro. «Mi dimetto e convoco le elezioni. Cosa prevista dalla legge elettorale, e che posso fare in qualsiasi minuto perché – avrebbe sottolineato – la legge mi dà i poteri di farlo da solo»…Dunque, la “minaccia” di dimissioni, a quanto si apprende da persone vicinissime a Toti, sarebbe partita a seguito del dibattito apertosi in chat dopo la proposta lanciata dal capogruppo regionale di Cambiamo, Vaccarezza, di firmare un documento nel quale tutti i consiglieri si dicono pronti a rimettere il mandato nelle mani di Toti.

Una mossa per dare una risposta ferma alla Lega e, nello stesso tempo, serrare i ranghi?

«Di fronte alla speculazione fatta negli ultimi giorni dalla Lega sulle divisioni del nostro gruppo, credo sia opportuno dare un segnale forte e deciso che vada in direzione contraria», avrebbe esordito Vaccarezza. Da qui l’idea di sottoscrivere ciascuno una breve lettera di dimissioni che il presidente della Regione, qualora lo ritenesse opportuno, potrà protocollare. Una mossa, riferiscono, per dare una risposta ferma alla Lega e, nello stesso tempo, serrare i ranghi. La proposta di “dimissioni protocollate”, allora, sarebbe stata ufficialmente accolta da tutti in modo favorevole. Con l’intento di rimettersi comunque alle decisioni del governatore. Ufficiosamente, invece, anche qualche fedelissimo di Toti – a quanto risulta all’Adnkronosavrebbe espresso qualche perplessità sulle ultime mosse del governatore considerate una scelta inopportuna politicamente e controproducente.

La lettera di dimissioni: una prova di forza anche nei confronti dei propri consiglieri

Compresa quest’ultima della lettera di dimissioni definite a mezza bocca una vera e propria prova di forza anche nei confronti dei propri consiglieri. Dettata più dal timore di “defezioni interne” per come Cambiamo sta giocando la partita nazionale con la nascitura federazione di centro. «Non capisco la ratio di dimissioni finte ma messe in cassaforte. E la necessità ora di Toti di mettersi in guerra anche con i suoi», dice a mezza bocca un esponente di punta di Cambiamo, scettico su questa iniziativa. Terminato il dibattito, sempre via chat, Toti e i suoi consiglieri si sarebbero dunque dati appuntamento a lunedì prossimo per un incontro: con la promessa di mettere nero su bianco un documento.

Toti conferma lo sfogo ma aggiusta il tiro…

Eppure, interpellato dall’Adnkronos, Toti conferma il suo sfogo. Ma aggiusta il tiro. Aggiungendo, per esempio, di ritenere che la questione con la Lega in Regione «vada appianata in sede politica e con toni amichevoli. È chiaro a tutti che se si rompesse un’alleanza che governa da sette anni e ottimamente la Liguria. Avendo ribaltato una delle Regioni più rosse d’Italia a favore del centrodestra, non vi sarebbe altra strada che tornare a chiedere la fiducia ai liguri. Ma ovviamente credo che tutto ciò non sarà necessario». Mentre, in merito alla richiesta di dimissioni protocollate, il cofondatore di Coraggio Italia spiega: «Credo che fosse una proposta del capogruppo volta a manifestare solidarietà nei miei confronti. Anche perché tecnicamente le dimissioni non avrebbero alcun risultato, dal momento che subentrerebbero i primi dei non eletti…». E si ritorna al punto di partenza…

 

 

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