Repubblica parte all’assalto del presidenzialismo: stravolge le regole, è frutto del qualunquismo…

lunedì 7 Febbraio 9:28 - di Adele Sirocchi
Repubblica

Repubblica parte all’assalto del presidenzialismo. E lo fa con un lungo commento di Ezio Mauro che boccia la riforma che è diventata l’auspicio di molti dopo la rielezione di Sergio Mattarella. Giorgia Meloni ha annunciato che ne farà una bandiera del suo movimento. Ma anche da parte di Matteo Renzi non sono mancati apprezzamenti.

Tanto è bastato per mettere in allarme quel fronte progressista che da sempre si erge a difesa della conservazione e dello status quo. Di cui Repubblica si è fatta subito portavoce. Tranne difendere poi la rielezione di un Capo dello Stato che non è neanche prevista dalla Costituzione. Una difesa che va incontro agli interessi del Pd, cioè del partito che difende l’immobilismo politico dominante.

Repubblica agita lo spauracchio del populismo

Ezio Mauro la prende alla lontana: l’antipolitica – afferma nel suo articolo – produce pregiudizi contro il Parlamento. Già: ma chi è che si è alleato con il partito che proprio l’antipolitica ha portato nelle due Camere? Il Pd. Ma Ezio Mauro preferisce prendersela con un generico populismo. Il solito spauracchio da agitare per indicare nelle destre il nemico principale.

“È come se tutto il malessere della democrazia – scrive – accumulato in questa fase travagliata si scaricasse dentro la maestà perduta delle Camere, tempio della rappresentanza, del controllo istituzionale, del dissenso politico, della potestà legislativa e della contesa per il potere. Tutto svalutato, anzi svilito come se di questi compiti si potesse fare a meno”.

La diffidenza verso il concetto di “popolo”

La “destra estrema” – continua Mauro – ha così ripreso la sua offensiva contro il Parlamento. “Tagliamo fuori le Camere e diamo al popolo il potere di scegliere il suo presidente, tanto più che tutti i sondaggi certificano il gradimento dei cittadini per questa soluzione. Così scarnificata, disossata e resa nuda dalla semplificazione tipica del populismo, la questione non ha alcun senso”.

Secondo Repubblica il presidenzialismo minaccia l’equilibrio delle regole

Tuttavia il presidenzialismo – conclude Mauro – produrrebbe “uno spostamento di tutto l’equilibrio costituzionale, con un accumulo di potere al Colle e un ridisegno conseguente dello spazio di governo e del ruolo del Parlamento”. Se ne può discutere – concede l’ex direttore di Repubblica – ma tenendo presente che le istituzioni, nella loro fissità, sono la migliore garanzia contro l’abuso del potere al popolo.

E qui riemerge, ancora una volta, tutta la diffidenza e la supponenza della sinistra per un concetto che nella grammatica progressista è visto come “nemico”. “Ancora una volta – conclude Ezio Mauro – la parola “popolo” è il passepartout usato dal populismo per smontare il concerto di regole che governa il funzionamento della democrazia istituzionale, l’esercizio dei pubblici poteri, il rapporto tra i cittadini e lo Stato”.

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