Operaio bengalese uccise la figlia di 4 anni e ferì il figlio: assolto dal tribunale di Arezzo per infermità mentale

sabato 12 Febbraio 14:52 - di Carlo Marini
bengalese Arezzo

Billal Miah, 40enne bengalese, quando il 21 aprile 2020, nell’abitazione di famiglia, al terzo piano di un condominio in via Togliatti a Levane, frazione del comune di Bucine (Arezzo), uccise a roncolate la figlioletta di 4 anni e ferì il figlio di 11, che riuscì a fuggire trovando riparo da dei vicini di casa, non era in grado di intendere e di volere.

È questa la conclusione a cui è giunta oggi, dopo meno di un’ora di camera di consiglio, la Corte di assise del tribunale di Arezzo che ha assolto l’uomo. La Corte, presieduta dal giudice Filippo Ruggero, ha disposto, tuttavia, la reclusione per 10 anni in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) in quanto Miah è stato ritenuto socialmente pericoloso.

Sgozzò la figlia e infierì sul figlio, poi tentò il suicidio

Nell’alloggio della frazione di Bucine, Billal impugnò una specie di roncola, un arnese etnico del suo Paese uccise la bambina e ferì il maschio che riuscì a scappare, ferito, chiedendo aiuto ai vicini connazionali. Per la sorellina non c’era più niente da fare quando arrivarono i soccorritori. I carabinieri arrestarono Miah dopo che i vigili del fuoco lo tirarono fuori dal pozzo nel quale si era gettato.

Il giorno dell’omicidio l’operaio bengalese, che in quel periodo era in cassa integrazione a causa del lockdown, si trovava in casa con i due figli, mentre la moglie era uscita a fare la spesa. Non è chiaro cosa abbia fatto scattare la violenta aggressione. Dopo l’arresto venne ricoverato nel reparto di psichiatria e poi portato in carcere.

L’operaio bengalese assolto dalla corte di assiste di Arezzo

Dalle varie perizie psichiatriche il bengalese che viveva in provincia di Arezzo è stato ritenuto incapace d’intendere e volere al momento dei fatti. Da allora si trova ricoverato in una Rems. Il pubblico ministero Laura Taddei nel corso della requisitoria aveva chiesto l’assoluzione per infermità mentale e la reclusione in una Rems per 15 anni. Il legale che difende Billal Miah, l’avvocato Nicola Detti, si è riservato, qualora ci siano le condizioni, di presentare istanza perché il suo assistito possa lasciare prima del tempo stabilito la Rems.

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