Omicidio Cerciello, il pg chiede la riduzione di pena per Natale Hjorth e l’ergastolo per Elder Finnegan

giovedì 10 Febbraio 15:31 - di Redazione

Confermare l’ergastolo per Lee Elder Finnegan e ridurre a 24 anni la condanna per Gabriel Natale Hjorth. È la richiesta del sostituto procuratore generale Vincenzo Saveriano al termine della sua requisitoria davanti ai giudici della corte d’Assise d’Appello di Roma al processo per l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Ucciso brutalmente con undici coltellate il 26 luglio 2019 davanti ad un hotel in zona Prati, a Roma. In primo grado entrambi gli americani sono stati condannati all’ergastolo.

Cerciello, 11 coltellate in 15 secondi

La vicenda si è consumata in 15-20 minuti, ma il delitto in 20 secondi. Con 11 fendenti con un coltello da 18 centimetri. “Si è inflitto una sofferenza senza alcuna pietà su un carabiniere. Con 11 coltellate, affondando fino alle costole”. Così il giudice che crede alla ricostruzione di Andrea Varriale, il carabiniere che era con Cerciello. Che ha raccontato di essere stato accoltellato insieme al collega non appena hanno fermato i due ragazzi. Il processo è iniziato questa mattina nell’aula della Corte di Assise. L’udienza si è svolta a porte chiuse a causa delle norme anti Covid. Presenti in aula, oltre agli imputati separati da un vetro,  i familiari di Cerciello, tra cui la vedova, Rosa Maria Esilio. E il fratello Paolo.

“Varriale dice la verità”

“I due  americani hanno reagito immediatamente perché erano ben consapevoli che stavano commettendo un’azione illegale. Elder e Hjorth temevano di essere arrestati”, ha detto nella requisitoria Saveriano. “L’unica menzogna di Varriale è quando ha detto di avere con sé la pistola. Ma lo dice – aggiunge il sostituto procuratore – perché sa che rischia un provvedimento disciplinare. Ma da qui a essere inattendibile ce ne passa”.

Hjorth non è l’autore materiale

Hjorth, per il quale ha chiesto la riduzione di pena (dall’ergastolo a 24 anni), avrebbe programmato tutto l’intervento, “ma non è l’autore materiale. Per questo, chiedo la riforma della sentenza di primo grado con il riconoscimento delle attenuanti generiche”, ha detto il giudice. Che invece ha ribadito la richiesta di ergastolo per l’altro imputato, Lee Elder.

Natale sapeva del coltello di Elder

“Hjorth  sapeva benissimo del coltello di Elder. Lo sapeva ed era preoccupato”, ha detto ancora il pg nella sua lunga requisitoria. C’è una frase pronunciata durante l’aggressione che pesa come un macigno sulle sue spalle e dimostra che fosse consapevole che Elder aveva il coltello. “Basta, è abbastanza’”, dice dopo l’aggressione mortale a Cerciello. Quindi ha visto la scena dell’accoltellamento e non ha avuto neanche un momento di stupore” ha sottolineato. “Natale sapeva del coltello perché Elder gliel’aveva fatto vedere il giorno prima”.

Il sopralluogo prima dell’incontro

“Natale ha fatto il sopralluogo prima dell’incontro. Ha organizzato tutto e ha contribuito all’azione di Elder”, spiega ancora Saveriano. “Quando ha sentito Varriale dire ‘carabinieri!’, come lui stesso ha ammesso, non ha fatto nulla per fermarsi, o fermare l’amico mentre accoltellava Cerciello. Se Natale si fosse fermato, se avesse detto all’amico di fare altrettanto, forse Cerciello sarebbe sopravvissuto. Invece non si è fermato”.

La madre di Elder: spero nella verità

La madre dell’altro imputato, Leah Elder, invece, si è lamentata delle anomalie e degli errori commessi in primo grado. “Esprimo profondo dolore e sofferenza per la famiglia del carabiniere Cerciello. Mio figlio sta bene, ma ovviamente si sente profondamente addolorato e ha un enorme senso di colpa per quanto accaduto. Gli dispiace soprattutto di non esser stato creduto.  Speriamo davvero che la verità venga alla luce e che le contraddizioni vengano corrette”.

La vicenda dell’acquisto della droga

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due americani avevano acquistato droga. Ma, non soddisfatti della merce ricevuta, avevano rubato al pusher – Sergio Brugiatelli, morto lo scorso ottobre – uno zaino. Chiedendo poi soldi  in cambio della restituzione. Brugiatelli aveva segnalato l’accaduto ai carabinieri, e Cerciello e il collega Andrea Varriale si erano presentati all’appuntamento in zona Prati per bloccare i due ragazzi.

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