Musumeci, scongiurata la crisi: andiamo avanti fino alla fine. Niente rimpasto, il centrodestra c’è

mercoledì 9 Febbraio 18:12 - di Redazioni
Musumeci

Nello Musumeci affronta il dibattito all’Ars e tira dritto, osservando che i partiti che lo sostengono non si sono tirati indietro dopo il voto sui grandi elettori per l’elezione del Capo dello Stato. In quell’occasione il governatore Musumeci aveva avuto solo 29 voti, meno del delegato dell’opposizione.

A Musumeci erano mancati 7-8 voti della sua maggioranza

Musumeci, profondamente irritato, aveva minacciato l’azzeramento della giunta. E si era espresso molto duramente sui 7-8 voti mancanti della maggioranza. “Voti di accattoni che hanno tentato un atto di intimidazione per ottenere posti di sottogoverno, ma non mi lascio condizionare. Io non mi dimetto, non mollo, io riparto, io rilancio”.

Musumeci e la verifica con i partiti

“Il voto anomalo espresso in quest’aula – ha detto oggi Musumeci, intervenendo nel dibattito chiesto dalle opposizioni  – è stato frutto di una autonoma iniziativa o esprime un disagio verso un governo che non appare più rappresentativo della maggioranza? E’ da qui che è partita la verifica di governo con i partiti, offrendo loro la possibilità anche di azzerare la giunta, di modificarla o anche di tirarsi fuori. Da parte mia non un segno di sfiducia verso gli assessori, il mio è stato un gesto di rispetto verso le forze politiche del centrodestra”.

“La verifica – ha continuato – dopo avere parlato con i vertici della coalizione ha portato un risultato: nessuno ha chiesto la sostituzione della propria rappresentanza in giunta e tutti hanno detto di volere lavorare fino all’ultimo giorno della legislatura. Ne ho preso atto con piacere: quel voto dunque non è stato frutto di scelte politiche dei partiti”.

Sulla ricandidatura presto chiarimento nel centrodestra

Musumeci ha aggiunto: “Sarebbe da ipocrita negare che in questa legislatura non ci siano state fibrillazioni tra l’Assemblea e il governo, degenerate a volte in pregiudizio ideologico da parte delle opposizioni e non solo, e in qualche caso un pregiudizio personale”. Il governatore ha sostenuto che questo conflitto istituzionale ha radici antiche, a partire dal 2001 con l’elezione diretta del presidente della Regione siciliana.

Ha poi concluso osservando che, per quanto riguarda la sua ricandidatura, “è necessario fare chiarezza con i partiti del centrodestra. Il tema sarà affrontato nei tempi e nei luoghi opportuni”. Alcuni giorni fa Giorgia Meloni aveva data per certa la ricandidatura del governatore uscente.

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