Insolito Crisanti: via i divieti e le mascherine a scuola. È il momento di mollare le restrizioni: ecco perché

18 Feb 2022 11:47 - di Prisca Righetti
Crisanti

Via i divieti e giù le mascherine in classe. E se lo dice Andrea Crisanti, integerrimo sostenitore di tutti i divieti e i limiti fin qui emanati, possiamo crederci. Il professore di microbiologia all’Università di Padova, in un’intervista a Il Giornale supera le perplessità di Speranza e le ultime recriminazioni mosse dai fautori della prudenza a oltranza e dichiara: «Questo è il momento di togliere tutti i divieti, pure le mascherine a scuola perché viviamo una fase in cui la popolazione ha la massima copertura vaccinale. Più tardiamo questa misura e meno dura la protezione collettiva».

Crisanti, via i divieti e giù le mascherine in classe: è il momento di mollare le restrizioni

E così, se nell’incipit della chiacchierata giornalistica con il quotidiano diretto da Minzolini, asserisce senza se e senza ma come quella che stiamo attraversando sia una fase benevola del virus – di cui approfittare – e invita tutti ad arrendersi all’evidenza, in chiusura di intervista ammonisce anche dicendo: Ora abbiamo la curva dei contagi in picchiata e milioni di immunizzati il cui livello di protezione, ora altissimo, decade con il tempo. Quindi è il momento giusto per avere il coraggio di dire basta alle restrizioni. Rinviando le riaperture di due mesi, passano altri 60 giorni dall’infezione o dalla vaccinazione e le persone sono meno protette». E nel mezzo,  spiega anche come e cosa fare per un ritorno il più sollecito e veritiero possibile all’agognata “normalità”.

Obbligo vaccinale e green pass a lavoro? «Una decisione politica, ma tardiva»

Dunque, posto come punto cardine la salvaguardia dei “fragili” – e dei fragili con un lavoro per i quali, sostiene l’esperto, andrebbe aggiornata la legge sul lavoro agile –. E invitato a dimenticarsi degli “irriducibili No vax”, nella sua esortazione a mollare su divieti e restrizioni Crisanti parte da un presupposto: non è fattibile arrivare al 100% di immunizzazione e a una copertura totale. E argomentando l’assioma di base. Come commentando l’obbligo vaccinale e di Green pass sul luogo di lavoro per gli over 50enni, appena introdotto, spiega: «Nessuno può ambire ad ottenere questo risultato, neppure con il morbillo ci siamo riusciti. Ma a questo punto gli over 50 non vaccinati ce li dobbiamo dimenticare. Sono irrecuperabili. L’obbligo è stata una decisione politica, ma tardiva, purtroppo».

E sulla mascherina al chiuso, Crisanti: si potrebbe togliere a cominciare dalla scuola

Insomma, il punto cardine del ragionamento di Crisanti, resta sempre l’alta copertura vaccinale e l’immunizzazione post-contagio. Una consapevolezza che, per quanto screditata a tratti da psicosi collettive di ritorno, e paure di sottofondo, per l’esperto dovrebbe agevolare l’abbandono della mascherina al chiuso: a partire dalla scuola. «Tanto la maggior parte dei ragazzi o è vaccinato o si è infettato», spiega il professore di stanza a Padova. Che poi a stretto giro, se proprio volessimo stare tranquilli, suggerisce: «Comunque, per un problema di responsabilità, serve poco per verificare la situazione reale: basta fare a campione un’analisi di siero prevalenza in ogni scuola per vedere come ha viaggiato il virus. E quanti studenti sono immunizzati». Basterebbe farlo. E farlo ora. Perché «abbiamo la curva dei contagi in picchiata e milioni di immunizzati il cui livello di protezione, ora altissimo, decade con il tempo», ribadisce Crisanti. Mentre, conclude l’esperto, «rinviando le riaperture di due mesi, passano altri 60 giorni dall’infezione o dalla vaccinazione. E le persone sono meno protette».

 

 

 

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