Il vescovo di Sanremo contro Achille Lauro e la Rai: “Profanati i segni sacri”. Coletta lo difende

mercoledì 2 Febbraio 14:54 - di Gabriele Alberti
Achille Lauro

Il vescovo di Sanremo si scaglia contro l’esibizione di Achille Lauro per la messa in scena del battesimo al Festival, con cui ha concluso la sua performance; e al tempo stesso critica la Rai che non “può permettere” che vengano “profanati segni sacri”. Monsignor Antonio Suetta sul sito della diocesi scrive parole di fuoco. Aveva già avvertito i responsabili della kermesse canora di trattere con delicatezza certi temi richiamandoli alla responsabilità.

Il vescovo di Sanremo contro Achille Lauro

Forse se lo sentiva. E infatti dopo la prima serata ha scritto. “Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022 ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro; e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso – . La penosa esibizione del primo cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica; evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante. Il brano presentato, già nel titolo – Domenica – e nel contesto di un coro gospel, alludeva al giorno del Signore, celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione;collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo”.

Il vescovo di Sanremo: “Derisi i segni sacri. La Rai non può permetterlo”

Il prelato riamane sconcertto dal silenzio dei vertici de Servizio pubblico: “Non stupisce peraltro – scrive ancora il vescovo di Sanremo chiamando in causa la Rai – che la drammatica povertà artistica ricorra costantemente a mezzi di fortuna: per far parlare del personaggio e della manifestazione nel suo complesso. Indeciso se intervenire o meno, dapprima ho pensato che fosse conveniente non dare ulteriore evidenza a tanto indecoroso scempio. Ma poi ho ritenuto che sia più necessario dare voce a tante persone credenti, umili e buone offese nei valori più cari per protestare contro attacchi continui e ignobili alla fede; ho ritenuto doveroso denunciare ancora una volta come il servizio pubblico non possa e non debba permettere situazioni del genere. Sperando ancora che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga; ho ritenuto affermare con chiarezza che non ci si può dichiarare cattolici credenti e poi avallare ed organizzare simili esibizioni; ho ritenuto infine che sia importante e urgente arginare la grave deriva educativa che minaccia soprattutto i più giovani con l’ostentazione di modelli inadeguati”.

“Troverò scarsa eco nel mondo dominato da pensiero unico”

“Sono consapevole che la mia contestazione troverà scarsa eco nel mondo mediatico dominato dal pensiero unico– presegue  Mons. Suetta- . Ma sono ancora più certo che raggiungerà cuori puliti e coraggiosi”. E aggiunge: “Soprattutto sono convinto di dover compiere il mio dovere di pastore: affinché il popolo cristiano, affidato anche alla mia cura, non patisca scandalo da un silenzio interpretato come indifferenza; o, peggio ancora, acquiescenza. Vero è, come dice il proverbio, che ‘raglio d’asino non sale al cielo’, ma stimo opportuno sollecitare le coscienze ad una seria riflessione; e i credenti al dovere della riparazione nella preghiera, nella buona testimonianza della vita e nella coraggiosa denuncia”, conclude la nota del vescovo. A breve giro di posta rispondono le “truppe cammellate” della Rai: il conduttore Amadeus, reduce dalla “sbornia” di ascolti eccellenti e il direttore di Rai 1 Stefano Coletta.

Coletta (Rai1): “Achille Lauro voleva dedicare il gesto del battesimo alla mamma”

“Da parte nostra, non c’è nessuna volontà di veicolare ideologie o trasgressioni: non sta né in cielo né in terra!”. “Colgo con attenzione la percezione visiva negativa che la Chiesa oggi sta avendo – premette Coletta -. Ma Achille Lauro ha dichiarato che il suo gesto è in realtà un messaggio a sua madre e non penso che la sua sia una scusa né un artifizio. Accogliamo con dispiacere il fatto che la Chiesa lo legga come un affronto al sacramento del battesimo”, conclude il direttore di Rai1. “Rispetto il parere del vescovo, anche io sono molto credente. Ma da cattolico non sono stato affatto turbato”. Anche Amadeus fa il “pompiere” non condividendo il giudizio molto critico del vescovo di Ventimiglia e Sanremo. E difende la performance di Achille Lauro. “Non credo che abbia voluto mancare di rispetto. Un artista deve agire liberamente, se no – avverte il conduttore e direttore artistico – i giovani si allontanano; non solo da Sanremo ma anche dalla Chiesa…”.

Mollicone (Vigilanza): “Blasfemo. Esibizione da retroguardia”

“A giudicare l’aspetto musicale di Achille Lauro ci penseranno la giuria e il pubblico- interviene Federico Mollicone della Vigilanza Rai- . Ma la performance di Lauro non solo è blasfema e offensiva della sensibilità di milioni di credenti. Ma è una retroguardia da vintage anni ’70”. Allontanare i giovani? “Ci chiediamo -dice Mollicone-perché si debba imporre in fascia protetta ai bambini che seguono il catechismo e a tutti gli italiani di religione cristiana un simile messaggio nichilista“.

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