Il governo Draghi stronca il sogno dell’autostrada Roma-Latina. Pedrizzi: “Una vergogna nazionale”

lunedì 21 Febbraio 10:46 - di Marta Lima
Per l’autostrada Roma-Latina si è arrivati all’ennesimo stop, dopo anni di rinviie boicottaggi. La denuncia di Riccardo Pedrizzi (Ucid)

“La messa in liquidazione della Società Autostrade del Lazio Spa con la nomina del commissario, annunciata in questi giorni dal ministero delle Infrastrutture, non è un fulmine a ciel sereno ma la morte annunciata del progetto per collegare Roma e Latina su cui, da vent’anni, il territorio pontino aveva scommesso cercando convergenze politiche bipartisan e mobilitando le comunità locali a livello sociale e imprenditoriale”. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, Presidente del Cts dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) e della sezione Lazio dell’Ucid, in merito alle notizie di stampa che parlano della nomina  del commissario liquidatore, l’avvocato Nicola Maione, per porre fine alle attività della Società Autostrade del Lazio Spa chiamata a realizzare la Roma-Latina.

Autostrada Roma-Latina, la bocciatura del governo Draghi

Lo stop, secondo Pedrizzi, è “una sconfitta delle istituzioni centrali ‘romane”, dalla Regione al governo, che va considerata come un vero e proprio attentato allo sviluppo di un territorio strategico per l’intera economia nazionale, una vergogna nazionale paragonabile ai disastri decennali nella realizzazione della Sa-Rc, agli stop continui, costati milioni di euro, dei progetti per il ponte sullo Stretto, per non parlare dell’Alta Velocità al sud. Ma mentre per gli altri piano infrastrutturali si parla in continuazione e si fa riferimento ai fondi del Pnrr e alle grandi occasioni di rilancio dei territori meridionali, per l’autostrada Roma-Latina si è arrivati all’ennesimo stop, dopo anni di rinvii, boicottaggi, incomprensibili guerre romane. E’ ora di portare la questione pontina direttamente sul tavolo del premier Draghi, al quale scriverò personalmente per sollecitare un incontro con i rappresentanti del mondo economico e sindacale del territorio”.

“E’ il ‘de profundis’ sul futuro di quest’opera strategica per la mobilità del territorio pontino – continua Pedrizzi – compromette tutte le sue prospettive di ripresa dopo il Covid. Il governo si assume una pesante responsabilità, aggiungendo un nuovo capitolo al tragicomico iter di quest’opera che da anni non si riesce a far decollare. Siamo all’ennesima promessa non mantenuta per queste zone, come per la Tav, mentre la crisi economica legata al Covid morde l’economia italiana e nel mondo si realizzano progetti infrastrutturali di portata eccezionale anche grazie ai fondi del Pnrr”.

 

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