Battute sessiste, è scontro De Luca-Franceschini. Il ministro: chieda scusa. Il governatore: sei un ipocrita

sabato 12 Febbraio 17:41 - di Sara De Vico

Scintille tra Vincenzo De Luca e il ministro della Cultura Dario Franceschini. Che non ha gradito l’ultimo fuor d’opera del governatore campano. Che per contestare il no di Roma al piano case e paesaggio della Regione ha rivolto battutine sessiste al capo dell’ufficio legislativo del ministero della Cultura. Ironizzando sul cognome della dirigente, Annalisa Cipollone.

Scintille tra De Luca e Franceschini

«L’avvocato Annalisa Cipollone, capo ufficio legislativo del ministero della Cultura, è una professionista di straordinaria competenza giuridica. Della cui collaborazione io sono particolarmente orgoglioso”, così Franceschini accendendo i riflettori sulle parole usate dal governatore della Campania. “Il presidente De Luca dovrebbe cercare di utilizzare argomenti giuridici per rispondere alle 18 pagine di parere sulla legge 31/21 della Regione Campania. Anziché usare battute offensive, aggravate da un sapore maschilista, di cui credo farebbe bene a scusarsi”.

Le battute del governatore su Cipollone

Ecco le parole testuali del governatore sceriffo, arrabbiato per le lungaggini burocratiche del ministero. Dopo aver letto una lettera arrivata da Roma a firma dell’avvocato Cipollone aveva detto.  “Voi pensate che con le centinaia di dottoresse Cipollone che ci sono nei ministeri saremo in grado di realizzare il Pnrr? Al massimo potremmo farci un brodino vegetale con tutte le cipollone sparse nei ministeri, rischiamo di non muovere una foglia”.

De Luca contrattacca: polemica ipocrita

Parole che hanno fatto arrabbiare il ministro, collega di partito, sempre che De Luca possa ancora considerarsi un esponente del Pd. La contro-rispsota di De Luca non si è fatta attendere. “Nessuno ha offeso nessuno – scrive su Facebook – trovo di una ipocrisia insopportabile l’abitudine a nascondersi dietro il ‘politicamente corretto’. Per non affrontare i problemi di merito, avendo davvero tempo da perdere. Nel merito, è in discussione la mancata leale collaborazione tra istituzioni, quando si mettono in circolazione atti senza un minimo di confronto preventivo”.

Non ho offeso nessuno, solo una battuta innocente

De Luca ribalta l’accusa del serioso ministro della Cultura. E non risparmia critiche alla dirigenza dem su quote rosa e presenze femminili. “A chi trasforma una mezza battuta del tutto innocente, e priva di connessioni con l’anagrafe e la condizione di genere, in un atto di maschilismo assolutamente inventato, ricordo che il rispetto e la valorizzazione delle donne occorre affermarlo quando si decide la delegazione dei ministri nel governo. E ci si dimentica di garantire una presenza femminile. Questo è maschilismo vero e indecente, non le stupidaggini”. Mi aspetto – conclude De Luca – che il ministro Franceschini chieda scusa “ai tanti disoccupati e alla povera gente nel momento in cui il soprintendente al San Carlo proposto dal Ministero decide vergognosi aumenti di stipendio”.

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