Al Senato Di Maio fa la voce grossa con Mosca: «Sì al dialogo, ma non può essere unilaterale»

mercoledì 23 Febbraio 14:50 - di Alessandra Danieli
Di Maio

“Appena appreso del provvedimento adottato dal presidente Putin nella serata di lunedì, il governo ha espresso pubblicamente la più ferma condanna. Questo passo costituisce un grave ostacolo per la ricerca di una soluzione diplomatica”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella sua informativa al Senato sulla crisi ucraina, nel pomeriggio riferirà alla Camera.

Di Maio: sì al dialogo, ma non può essere unilaterale

“A fronte della decisione del Cremlino, abbiamo ribadito il sostegno dell’Italia all’integrità e alla piena sovranità territoriale dell’Ucraina. E rivolto un appello alle parti perché tornino al tavolo negoziale. Iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza nella regione”, ha proseguito il titolare della Farnesina. Che ha ricordato come la  presenza russa lungo i confini con l’Ucraina è di 170-190 mila unità.

L’Italia farà la sua parte al fianco della Nato

“L’Italia -ha continuato – respinge il tentativo russo di ristabilire nel continente europeo sfere di influenza. E  sottolinea la validità del principio della porta aperta della Nato”. In ambito Nato, ha detto, “l’Italia sta facendo la propria parte per rassicurare gli alleati del fianco est, dal Baltico al Mar Nero. E consideriamo di contribuire ulteriormente all’adattamento della postura della Nato”. Di Maio poi ha riferito che oggi siamo presenti in Lettonia “con un contingente di circa 200 unità dell’esercito nell’ambito della ‘enhanced Forward Presence’. E svolgiamo attività di ‘enhanced Air Policing’ in Romania, con circa 130 unità di personale”.

“Abbiamo chiesto ai connazionali di lasciare l’Ucraina”

Dinanzi agli scenari di crisi in Ucraina, con il rischio di un’operazione militare su larga scala, Di Maio ha riferito di aver chiesto ai connazionali di “lasciare immediatamente l’Ucraina con i mezzi commerciali disponibili”. Mentre l’ambasciata a Kiev resterà pienamente operativa. “Sono in gioco i nostri valori – ha detto ancora  la questione sul tavolo non può essere limitata a una mera disputa territoriale. Mostrarci arrendevoli oggi significherebbe pagare un prezzo molto caro domani”.

“Stiamo pensando a un contributo finanziario a Kiev”

“Stiamo valutando il possibile stanziamento di un contributo finanziario del valore di circa 110 milioni di euro. Volto a sostenere la popolazione e l’economia ucraina in settori da concordare con le autorità di Kiev”, ha detto ancora fiero della sua visita nella capitale ucraina. “Intendiamo inoltre stanziare un contributo per il Comitato della Croce Rossa Internazionale per interventi nel settore umanitario”. Riferendo a Palazzo Madama il ministro grillino ha parlato di ulteriori misure restrittive che potrebbero essere adottate in caso di altre azioni da parte russa.

Sul campo le proposte di Mosca a Stati Uniti e Nato

“L’architettura di sicurezza in Europa è l’oggetto principale di alcune proposte avanzate dalla Russia a Stati Uniti e Nato”, ha riferito ancora Di Maio. ” Stati Uniti e Nato che, a loro volta, hanno risposto prospettando proprie proposte. Messe a punto nel quadro di un importante coordinamento tra le due sponde dell’Atlantico. A cui l’Italia ha dato un convinto contributo affinché venisse colta una possibile opportunità di confronto diplomatico e di dialogo con Mosca”. Quanto alle risposte del Cremlino diffuse dai media russi, il ministro ha detto di auspicare che da Mosca giungano risposte anche alle proposte della Nato. “E che su tali basi possa proseguire, nonostante le forti divergenze, un confronto serio e costruttivo sui temi della sicurezza”.

 

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