Zangrillo: basta isteria collettiva sul Covid, ci sono figuranti della sanità che producono angoscia

lunedì 3 Gennaio 17:27 - di Redazione
Zangrillo

Zangirllo polemico sul Covid: basta isterismi, impariamo a convivere col Covid. Questo il suo messaggio che fa seguito a un tweet polemico di qualche giorno fa. «I dati sul numero di tamponi e tassi di positività al Covid sono dannosi per la salute mentale. Ma soprattutto falsi. Migliaia di persone positive si sottopongono ogni giorno a test nella speranza di risultare negative». Così nei giorni scorsi Alberto Zangrillo protestava contro la nuova ondata di terrorismo psicologico che accompagna le notizie sulla variante Omicron e sul rialzo dei contagi.

Zangrillo: mantenere le regole del buon senso

In un’intervista a Libero, il primario del San Raffaele di Milano fornisce una chiave d’interpretazione e una serie di regole per non farsi travolgere dai dati in impennata e mantenere un approccio razionale.

«Dobbiamo tornare alle regole del buon senso che impongono cautela e prudenza. Se non sto bene non esco di casa. Il tampone può attendere», dice Zangrillo. E ancora: «Io non ho alcuna autorità per dare pagelle, ma, a mio giudizio, la quotidiana produzione giornalistica di angoscia, insicurezza e terrore utilizzando figuranti del settore sanitario in cerca di visibilità sta producendo danni gravissimi e incorreggibili». Ce l’ha con i virologi star e ribadisce che ciò che conta sono le evidenze cliniche, cioè ciò che si vede davvero in ospedale.

Omicron pericolosa per i non vaccinati

Quanto a Omicron  è quello che tutti vedono: diffusa, contagiosa, pericolosa per le persone non vaccinate e fragili. Ma «il ciclo completo di profilassi vaccinale sta dimostrando efficacia straordinaria nel controllo dell’espressione patologica nei soggetti contagiati: malattia molto meno grave e a veloce evoluzione benigna». Le morti causate dal Covid, a suo avviso, sono inoltre sovrastimate, ma questo verrà fuori col tempo.

Zangrillo infine trova che il lockdown per i non vaccinati «sarebbe comunque una misura imperfetta e sindacabile sul piano costituzionale. Ma i referendum non mi sono mai piaciuti perché divisivi». Preferisce poi non pronunciarsi sull’obbligo vaccinale che sarebbe una “sconfitta” per tutti.

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