Quirinale, Salvini: «Su Silvio non accettiamo veti». E su Draghi: «Al governo o c’è lui o il caos»

martedì 11 Gennaio 21:11 - di Redazione
Salvini

Il Quirinale è ormai un cantiere aperto. E Matteo Salvini coltiva la legittima ambizione di dirigere lui i “lavori” che porteranno all’elezione del nuovo capo dello Stato. Il suo primo obiettivo è trovare un metodo condiviso anche dagli altri leader. Più faile a dirsi che a farsi, dal momento che Enrico Letta neanche si siede a discutere se il centrodestra non sgombra dal tavolo la candidatura di Berlusconi. «I veti sono disgustosi», è la replica del leader leghista ospite stasera di Porta a Porta, la trasmissione di Bruno Vespa. Ancor di più quelli posti sul Cavaliere. «Berlusconi – ricorda Salvini – ha fatto tre volte il presidente del Consiglio, è internazionalmente conosciuto e riconosciuto. È stato eletto per guidare questo Paese più di una volta quindi penso che nessuno da sinistra possa mettere veti. Poi bisogna aspettare che lui dica qualcosa e sciolga le riserve».

Salvini: «In settimana vedrò la Meloni e Berlusconi»

Del resto, parliamo del fondatore del centrodestra. Un ruolo che Salvini non dimentica. «Per riconoscenza e stima politicaoltre che per affetto personale – sottolinea -, ha tutto il titolo e il merito di proporsi. Il centrodestra sarà unito e compatto». Di tanto, in ogni caso, parlerà con Giorgia Meloni e con lo stesso Berlusconi nell’annunciato vertice di questa settimana, probabilmente venerdì. Quanto all’ambizione di Draghi di scalare il Colle, Salvini ha le idee chiare. «Se non c’è lui a Palazzo Chigi, ci sarà la confusione perché – spiega – sono ancora tante le cose da fare». Sul punto specifico, il Capitano è certo di interpretare un’esigenza diffusa: «Penso che molti in Italia oltre me avrebbero piacere che Draghi continuasse a svolgere il ruolo di presidente del Consiglio».

«Basta pressing su Mattarella»

Così com’è convinto che nessun pressing su Mattarella sia opportuno. «Ha ripetuto più di una volta che non è disponibile: ama e rispetta la Costituzione, non forzerei il presidente Mattarella a fare quello che più di una volta ha ribadito di non voler fare». In realtà, a lui piacerebbe l’elezione diretta del presidente da parte dei cittadini: «Sono per una Repubblica presidenziale e federale. Ne parleremo nella prossima legislatura». Ma la parte più interessante del suo intervento da Vespa riguarda non il Quirinale bensì il governo. Salvini, infatti, non ha chiuso all’ipotesi di entrare come ministro, al pari degli altri leader, nel governo Draghi nell’ultimo anno di legislatura. «Ne parliamo più avanti – ha risposto alla domanda sul tema -, io non sono uso ritrarmi dalle mie responsabilità».

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