Israele avanti con la quarta dose. La ricercatrice: difesa parziale contro la variante Omicron

martedì 18 Gennaio 13:47 - di

Le evidenze scientifiche dicono che la quarta dose di vaccino non garantisce completa  copertura contro la variante Omicron ma, nonostante ciò, Israele intende proseguire a inoculare il siero anche a chi ha già fatto la terza dose.

Le autorità sanitarie israeliane continueranno, di fatto, a somministrare una quarta dose di vaccino contro il Coronavirus anche se studi preliminari hanno confermato l’aumento degli anticorpi, ma non abbastanza per proteggersi dalla variante Omicron.

È il direttore generale del ministero della Salute israeliano, Nachman Ash, ad annunciare l’intenzione di Israele definendo ”non sorprendenti” i risultati degli studi preliminari dato che alcune persone sono state contagiate dalla Omicron nonostante avessero ottenuto la quarta dose del vaccino.

In ogni caso, ha aggiunto il dirigente intervistato da Ynet, “valutiamo che la protezione dalla grave morbilità, soprattutto per gli anziani e la popolazione a rischio, viene ancora offerta dalla quarta dose del vaccino. Quindi invito le persone a continuare a venire per farsi vaccinare“.

Anche Israele ha assistito a un aumento dei contagi di Covid-19 trainati dalla variante Omicron e secondo Ash ”avremo ancora due o tre settimane difficili davanti”, dopo di che ”avremo un calo dei casi”.

“La crescita dei livelli di anticorpi che vediamo con Moderna e Pfizer è leggermente superiore a quella che abbiamo visto dopo la terza dose di vaccino“, aveva rivelato un giorno fa Gili Regev-Yochay, direttore dell’unità malattie infettive dello Sheba Medical Center di Tel Aviv, che ha condotto gli studi preliminari.

“Malgrado la crescita del livello di anticorpi, la quarta dose offre soltanto una difesa parziale contro il virus” – spiega la professoressa. – Abbiamo visto molte persone infettate con Omicron dopo la quarta dose. Un po’ meno che nel gruppo di controllo, ma sempre tante”. Secondo Regev-Yochay, “il vaccino è eccellente contro le varianti alfa e delta, ma non abbastanza per omicron”.

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