Immigrazione, giornata drammatica tra sbarchi, annegati e dispersi. E la Geo Barents è in pressing

27 Gen 2022 20:49 - di Federica Argento

Giornata complicata e drammatica sul fronte di un’immigrazione fuori controllo. Sei migranti annegati e una trentina di dispersi. È questo il bilancio provvisorio dell’ultimo naufragio in mare avvenuto giovedì a largo delle coste tunisine. Gli extracomunitari, come rendono noto le autorità locali e la Croce Rossa internazionale, erano diretti verso l’Europa e durante il tragitto il barcone si è rovesciato. Solo in 34 ce l’hanno fatta grazie al tempestivo intervento di salvataggio messo in atto dalla Guardia costiera. Come ha ufficializzato il portavoce del ministero della Difesa tunisino, Mohamed Zekri, il mezzo è affondato al largo di Zaris, vicino al confine libico. Secondo le testimonianze rese dai sopravvissuti, sul mezzo, salpato dalla Libia, viaggiavano complessivamente una settantina di persone tra cui egiziani, sudanesi e un marocchino. Le operazioni di ricerca dei dispersi sono ancora in corso, anche se ormai c’è poco da sperare, mentre i migranti salvati adesso si trovano in un porto a Ben Guerdane.

Immigrazione fuori controllo: giornata nera, naufragi e morti

Ma c’è un altro fronte aperto. Prosegue il pressing della Geo Barents per avere il via libera di un porto sicuro in Italia. Attacchi di panico e un forte stress psicologico:peggiora la situazione a bordo dell’imbarcazione di Medici Senza Frontiere. Adesso si trova vicino Gela, nel nisseno, ma staziona in mare aperto dal 19 gennaio scorso: quando in 6 diverse operazioni nel Mediterraneo centrale, ha recuperato i naufraghi per i quali adesso chiede un POS. “A bordo – fanno sapere i membri del team – ci sono anche un bambino di due mesi, 117 minori e 13 donne”. Due le richieste di un porto sicuro inviate a Malta e quattro all’Italia. “Ci sono casi limite”, rende noto sui social il responsabile delle operazioni di soccorso Riccardo Gatti. Poi un messaggio in cui il soccorritore chiede celerità.

Due sbarchi a Lampedusa in un solo giorno

Siamo solo a gennaio e il fronte migranti è un disastro, fuori controllo, con una ministra da giorni non pervenuta. Neanche in una giornata complicata come quella di giovedì ha proferito parola. E nel frattempo il quadro si complica ulteriormente: sono andati a buon fine i due sbarchi avvenuti oggi a Lampedusa. Una caretta del mare e un barcone sono arrivati sulla maggiore delle Pelagie con a bordo, rispettivamente, 22 tunisini e 66 persone di diversa nazionalità, per un totale di 88 migranti. Adesso gli ospiti dentro l’hotspot salgono a quota 333 per una capienza totale di 255 posti. Si tratta del primo approdo dopo quello con 280 migranti e 7 vittime registrato nella notte tra lunedì e martedì scorsi. Anche per gli ultimi arrivati, dopo un primo triage sanitario al molo Favaloro, è stato disposto il trasferimento nell’hotspot di contrada Imbriacola.

Geo Barents vuole un porto sicuro in Italia

Nella struttura si trovano attualmente 267 ospiti. Ieri in 336 si erano imbarcati sulla nave quarantena, dove trascorreranno il previsto periodo di sorveglianza sanitaria. Ma l’emergenza sanitaria potrebbe esplodere da un momento all’atro: per due giorni dentro il centro di accoglienza sono mancati i tamponi, arrivati solo nella mattinata di giovedì. In totale 300 quelli consegnati al personale sanitario, informa il Giornale. “Numero insufficiente rispetto al numero degli ospiti presenti. La situazione non è delle migliori a Pantelleria, in provincia di Trapani. Al momento nell’ex caserma Barone, adibita ad ospitare 28 persone, sono presenti ben 143 migranti, di cui 14 risultati positivi al coronavirus. Uno stato del tutto insostenibile. Domani mattina, salvo che non ci siano nuovi positivi, alcuni di loro verranno trasferiti a Trapani”. Una situazione che sta sfuggendo di mano. E siamo solo a gennaio. C’è da scommettere che per tutto questo 2022 la situazione non cambierà.

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