Covid, 141.262 nuovi casi e 111 decessi. Gli esperti ottimisti: virus più debole, diventerà endemico

sabato 1 Gennaio 18:54 - di Francesco Severini

Sono 141.262 i nuovi casi positivi al Covid-19 registrati in Italia, con 111 decessi, secondo i dati di oggi del Ministero della Salute. Con 1.084.295 tamponi effettuati, il tasso di positività sale al 13%.

Continuano ad aumentare i ricoverati con sintomi: 11.265 (+115 in 24 ore), così come le terapie intensive, 1.297 (+37), con 135 ingressi giornalieri.

Il numero di attuali positivi supera quota un milione (1.021.607) con un incremento di 120.713. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia in Italia è di 137.513.

Gli esperti tuttavia, nonostante il balzo in avanti dei contagi, sono cautamente ottimisti sul futuro della pandemia: il virus cioè potrebbe diventare endemico e non causare più ondate pandemiche. “Questa variante Omicron – ha affermato Pierapolo Sileri, sottosegretario alla Sanità – è un verosimile indebolimento del virus, su una popolazione vaccinata bisogna sottolineare, ma probabilmente non sarà il virus definitivamente attenuato, probabilmente arriverà una variante ancora più leggera e questo diventerà il virus da cui dovremo proteggerci ad ogni inizio di stagione invernale come accade per l’influenza”.

Non crede invece ai numeri su tamponi e contagi Alberto Zangrillo, per il quale “i dati sul numero di tamponi e tasso di positività al coronavirus sono dannosi per la salute mentale ma soprattutto falsi: migliaia di persone positive si sottopongono ogni giorno a test nella speranza di risultare negative”.

Christian Drosten, virologo presso la Charité di Berlino, sostiene a sua volta che Omicron, l’ultima variante della famiglia dei virus “targati” Covid-19, si sia diffusa a tal punto da essere già entrata nella “fase endemica”.

Che cosa significa? Poiché la variante Omicron è così contagiosa, rimarrà con noi anche dopo la pandemia. A breve dovrebbe riuscire a sostituire completamente la variante Delta. «A causa della sua enorme infettività, questo virus sarà il primo virus post-pandemia», suggerisce l’esperto.

Sembra anche (e per fortuna) che questa mutazione non sia in grado di far ammalare gravemente come le sue varianti precedenti. Sebbene ciò non sia stato ancora confermato scientificamente, i primi studi provenienti da Sudafrica e Gran Bretagna sembrano indicare che l’indebolimento non sia dovuto solo all’immunizzazione della popolazione.

Della stessa idea l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, per il quale “appena avremo l’evidenza che il virus non causa più ondate pandemiche ma circola a bassa/media intensità nella popolazione, dobbiamo tornare ad una piena normalità”.

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