Colle, le trame dei “due Matteo” portano a Pera. Salvini: «I numeri del Cav prima del primo voto»

lunedì 17 Gennaio 18:11 - di Francesca De Ambra
Salvini

C’è da assemblare un po’ tutto in quel che avviene sulla vicenda Quirinale al confine tra i due schieramenti. Soprattutto quel che è accaduto nelle ultime ore. Ma solo per capire se ci troviamo in presenza dei normali, reciproci annusamenti o, invece, se ci imbattiamo nell’abbozzo della trama di un ricamo. Dalle colonne del Corriere della Sera, oggi Matteo Renzi ha “benedetto” («idea saggia») la proposta di un Draghi-bis con dentro i segretari di partito, ribadita in queste ore da Matteo Salvini. Da tempo la convergenza fra i due leader s’inabissa e riaffora come un fiume carsico. Ma a una settimana dal voto sul Quirinale basta e avanza ad impensierire i giornali-sentinella della sinistra. Come ad esempio il Domani di Carlo De Benedetti, il cui odierno titolo di apertura è tutto un programma: “Il caso Mattei“.

Salvini e Renzi favorevoli al Draghi-bis

Va da sé che non c’entra nulla il cognome del fondatore dell’Eni mentre c’entra moltissimo il nome (al plurale) di battesimo dei due politici. Caso, dunque, se non addirittura mistero, dopo la lettera indirizzata da Denis Verdini a Fedele Confalonieri e a Marcello Dell’Utri e planata chissà come sulla scrivania dei redattori del Tirreno. L’ex-forzista è il papà della fidanzata di Salvini e nella mail, tra le altre raccomandazioni dispensate tramite i due destinatari al Cavaliere in vista della partita del Colle, gli ha consigliato di lasciare al futuro genero il ruolo di king maker. Una mossa difficile da decifrare. Né aiuta il silenzio di Salvini. «Non leggo i giornali», ha tagliato corto davanti ai giornalisti. Ma era scontato. D’altra parte, la sua è una partita tutt’altro che semplice: Berlusconi ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo e i suoi alleati ne hanno preso atto, con fiducia mista a preoccupazione.

La lettera di Verdini

Avranno modo di parlarne mercoledì o giovedì quando «il centrodestra – come annunciato da Salvini – tornerà a riunirsi». Nel frattempo, a lavorare è il pallottoliere. «Aspettiamo che il presidente Berlusconi faccia suoi incontri e i suoi conti, ma – avverte il leader leghista – non accettiamo veti da nessuno». In ogni caso, la verifica dei voti a sostegno del Cavaliere non tarderà ad arrivare. «Prima della prima votazione», assicura Salvini. Situazione interlocutoria, dunque. Ma nella lettera di Verdini finita al Tirreno di Livorno e nell’endorsement di Renzi in favore del salviniano “governo dei leader” s’intravede una trama interamente made in Toscana con destinazione il Quirinale. Il Tirreno, del resto, si legge anche a Lucca, la città di Marcello Pera.

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