Cirino Pomicino incenerisce Formigli: “Non dire sciocchezze, basta disinformazione” (video)

28 Gen 2022 13:17 - di Gabriele Alberti
Pomicino Formigli

Il ruggito di Cirino Pomicino incenerisce Corrado Formigli. “Lei fa disinformazione” strilla l’ex Dc  a Piazzapulita il talk-show del giovedì sera in onda su La7: si stava parlando della capacità di Mario Draghi di tenere a bada la crisi economica in Italia, quando Corrado Formigli ha fatto un’osservazione improvvida mentre parlava cn l’economista in studio: “Ci sono due poltrone per fare questo: una è quella di premier, l’altra è quella di presidente della Repubblica”. Al che  Cirino Pomicino non ha potuto trattenersi nel sentire parlare di questo doppio ruolo, che è una sgrammaticatura istituzionale.  Ha interrotto il conduttore con rabbia: “Non dica sciocchezze! Alla riunione dei capi di Stato e di governo in Europa va il presidente del Consiglio, non il Presidente della Repubblica! Uguale al G20. Il capo dello Stato può consigliare, può fare delle operazioni di moral suasion. Ma chi fa le politiche è il capo del governo e la sua maggioranza. Non facciamo disinformazione”.

Pomicino, scintille con Formigli: “Non dica sciocchezze su Draghi”

Ha ragione nella sua sfuriata contro il conduttore. Da più parti si sta veicolando l’idea che Dragli al Quirinale possa avere un ruolo non dissimile da un Capo dello Stato. E infatti Formigli ha cercato di correggere il tiro, per placare l’interlocutore, spiegando: “La preoccupazione oggi è che Draghi al governo, con la campagna elettorale che comincerà a breve, non sarà in grado di governare”. Non esiste. Pomicino si è infuriato ancora di più e si è ripreso la parola.  “Posso parlare o no? Mi avete chiamato 9 anni fa quando è morto Giulio Andreotti – osserva polemico-  adesso se mi date qualche minuto bene, altrimenti amici più di prima“.

La “sfuriata” di Pomicino

Quindi, l’ex  ministro della Funzione pubblica  nel Governo De Mita e del Bilancio e della programmazione economica nel 6° e 7° governo Andreotti, ha chiuso il discorso. “Io apprezzo Draghi al punto che vorrei si trasformasse in elite politica: manon mettendolo imbalsamato alla presidenza della Repubblica. Nel 2023, se andiamo a votare, lui deve fare la stessa scelta che fece Guido Carli: entrare in Parlamento ed essere una carta vincente: o per il governo nazionale o per quello dell’Europa. E’ una risorsa di cui l’Italia non si deve privare“. Formigli recepisce la lezione.

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