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Politica

Centrotrenta anni fa nasceva J.R.R. Tolkien. Ispirò canti, riviste e raduni dei giovani di destra

03 gen 2022 di Annalisa Terranova
Nella ricorrenza della nascita di J.R.R. Tolkien – che veniva al mondo 130 anni fa – Giorgia Meloni ne ricorda i tanti libri “che hanno segnato l’immaginario di molte generazioni. Ha cresciuto tanti di noi – scrive sui social la leader di FdI – con le sue storie ricche di valori e significati, insegnandoci a credere e a sognare. Grazie di tutto”.

L’omaggio a Tolkien di Giorgia Meloni

Anche lo scorso anno Giorgia Meloni rese omaggio all’autore del Signore degli Anelli con un post su Facebook, augurando alla figlia Ginevra di poterne presto leggere le indimenticabili storie.

E’ di lunga data, del resto, l’amore che unisce la destra, soprattutto giovanile, al papà degli Hobbit. Un amore che ha inizio a metà degli anni Settanta per reazione alla critica progressista che bollava il capolavoro tolkieniano come favola reazionaria d’evasione.

De Turris: perché la sua narrativa piaceva alla destra

Gianfranco De Turris, uno dei massimi esperti di heroic fantasy, spiegava così quella fatale attrazione:  “La narrativa di Tolkien e la heroic fantasy era per così dire più connaturale all’animus del ragazzo di destra. Al suo modo di vivere e di sentire, alla sua mitologia personale e collettiva. [. . .] Il ritrovarsi di parecchi giovani di destra nella letteratura fantastica ha consentito loro di non perdersi, scoraggiarsi, deprimersi. Riverberandosi in un mondo ideale, in un mito, che non trovavano più nella politica politicante, nell’attivismo di piccolo cabotaggio delle sezioni e delle federazioni”.

La destra e la letteratura fantastica

In effetti, nei momenti più tragici e complicati della storia della destra, a cavallo tra i ’70 e gli ’80, questo ritrovarsi nella letteratura fantastica ha salvato molti giovani dalla dispersione generazionale, donando loro un nuovo mito in cui identificarsi.

Non a caso quei giovani chiamarono Campi Hobbit i loro raduni giovanili che si svolsero all’insegna dei simboli desunti dalla saga dell’Anello. Sempre negli anni Settanta viene fondato il gruppo musicale La Compagnia dell’Anello, di cui faceva parte anche il compianto Junio Guariento e la cui tradizione è portata avanti da Mario Bortoluzzi. Nel gruppo suonava anche l’editore Adolfo Morganti, una passione per il Medioevo supportata anche dall’amicizia con lo storico Franco Cardini.

La nascita della rivista Eowyn

Stesso periodo, sempre Tolkien come ispiratore, nacque la rivista femminile Eowyn. Una occasione di riflessione per molte ragazze che cercavano una risposta all’attivismo rabbioso delle suffragette di sinistra. Ovviamente, per i conoscitori dell’opera di Tolkien, il nome della rivista non è casuale. Eowyn (Éowyn in originale) è un personaggio centrale del Signore degli anelli. È la nipote di Théoden, sovrano dei Rohirrim, orfana sin da piccola, che vive nella casa dello zio. Un bellezza notevole, dolce e amorevole, innamorata non ricambiata di un eroe, Aragorn, ma anche combattiva, capace di affrontare la battaglia e brandire la spada.

L’ideale personificazione di una donna forte, capace e moderna, decisa a fronteggiare le ingiustizie sociali e l’immagine desueta di angelo del focolare. L’estetica della rivista, tipicamente fantasy, era la vera novità. Perché costituiva, almeno in Italia, il primo tentativo di portare la simbologia del genere al di fuori di un ambito strettamente maschile.

Fu Alfredo Cattabiani a scommettere su Tolkien negli anni Settanta

Già negli anni Settanta, quando la trilogia del Signore degli Anelli fu pubblicata in Italia dalla casa editrice Rusconi, fu un intellettuale di destra, Alfredo Cattabiani, a scommettere sul capolavoro di Tolkien. Quando riceve la telefona del suo amico Mario Ubaldini che gli offre la pubblicazione della trilogia dell’Anello, Cattabiani non esita a dargli un’occhiata: “Mi bastarono 50 pagine per capire che poteva essere un successo. Lo feci leggere a Quirino Principe e a Elémire Zolla e mi convinsi ancora di più. “Guarda – mi disse Zolla – gli studenti americani si appuntano dei bottom su cui scrivono: Frodo lives. Prima o poi l’eco di tutto questo non potrà che arrivare anche in Italia…”.

L’eco arrivò grazie ai giovani di destra, che raccolsero il senso profondo che Tolkien assegnava alla fiaba, al racconto mitico, al genere fantasy: confidare nel potere consolatorio della parola, capace di curare le ferite della modernità.

 

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