Verso la proroga dello stato d’emergenza al 31 marzo. FdI: “Basta, vanno ripristinati i diritti”

lunedì 13 Dicembre 20:55 - di Giovanni Pasero
proroga stato d'emergenza (1)

La decisione sembra ormai presa. Il governo avrebbe deciso per la proroga dello stato di emergenza. L’ipotesi al momento sul tavolo è quella di arrivare fino al 31 marzo. Domani è previsto il via libera del Consiglio dei ministri.

Il governo ci sta infatti riflettendo, aveva fatto sapere il ministro della Salute Roberto Speranza. Eventualità che il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva definito “ragionevole” perché “può essere utile per affrontare una fase delicata e decisiva potendo contare su una struttura commissariale, anche per una campagna vaccinale in corsa”. In realtà, come rivela l’Ansa,  l’accelerazione è stata decisa da Mario Draghi per dare un chiaro segnale sulle priorità relative alla situazione della pandemia. E cresce, infatti, il pressing per la proroga: “Credo sia maturo il momento”, ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta. Linea condivisa dal leader del M5s, Giuseppe Conte: “È chiaro che rispetto alla curva epidemiologica e a una variante che appare molto contagiosa ci sembra necessario pervenire a una proroga”. Meno categorico il leader della Lega, Matteo Salvini: “Aspettiamo i dati, siamo al 13 dicembre e aspettiamo di confrontarci con sindaci e governatori”.

Meloni: “Assurda la proroga dello stato d’emergenza dopo due anni?”

“Ora il cittadino è un suddito: devi stare zitto, pagare, e decido pure quando esci di casa. Ma che emergenza è dopo due anni? Devi riuscire a combattere la pandemia ripristinando la pienezza dei diritti individuali e democratici”. Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, durante una iniziativa a Rieti, alla notizia della probabile proroga – domani in Cdm – dello stato d’emergenza. “Dopo due anni non mi puoi dire che siamo in emergenza, non so se potrò uscire di casa. Hai voglia a chiudere i ristoranti se poi sui mezzi pubblici la gente è stipata. I cittadini vengono trattati da imbecilli”.

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