Restrizioni sui viaggi in Italia, protestano gli operatori turistici: così il Natale è rovinato

mercoledì 15 Dicembre 13:19 - di Redazione
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Protestano gli operatori turistici per le restrizioni aggiuntive decise dal governo italiano sui viaggiatori che arrivano da un paese dell’Unione europea. E anche da Bruxelles sono giunte richieste di chiarimenti. 

La firma dell’ordinanza da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, che reintroduce l’obbligo di tampone per chi arriva da qualsiasi Paese europeo, che entrerà in vigore dal 16 dicembre al 31 gennaio, “è una decisione che ancora una volta non lascia la possibilità agli operatori turistici di potersi organizzare”. Lo dichiara la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli.

“Comprendiamo -continua- la necessità di salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti, ma ne discutiamo il metodo. E’ un provvedimento che adottato a ridosso delle vacanze di Natale, accompagnato dallo sconsiglio dei viaggi da parte degli Stati Uniti, provocherà inevitabili disdette rendendo per la nostra industria turistica lo scenario ancora più critico di quanto già non lo fosse”.

Gli Stati Uniti sconsigliano infatti i viaggi in Italia. Il Centers for Disease and Prevention, la più alta autorità sanitaria americana, ha infatti aggiunto tre nazioni, Italia, Groenlandia e Mauritius, alla lista dei Paesi a più alto rischio per i viaggi. “Se dovete viaggiare in Italia assicuratevi di essere completamente vaccinati prima di partire”, si legge sul sito del Cdc, che usa la stessa terminologia per Mauritius e Groenlandia, anch’essi spostati dal “livello 3” al “livello 4”, quindi ad alto rischio. Salgono così a quota 84 i Paesi classificati di “livello 4” dagli Stati Uniti al 13 dicembre, inclusi molti Stati europei sconsigliati già nelle scorse settimane, tra cui Germania, Francia, Portogallo e Polonia.

“A pagare il prezzo più alto – conclude Lalli – rischiano di essere di nuovo le strutture ricettive e le città d’arte che vedranno inevitabili cancellazioni anche da parte di quei turisti più vicini, come francesi e spagnoli, che avevano già programmato una vacanza nel nostro Paese”.

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