Mps-David Rossi, i pm senesi contro la Commissione. Rizzetto (FdI): irrituale, a che titolo?

giovedì 23 Dicembre 11:55 - di Roberto Frulli

I magistrati senesi che si sono occupati del caso di David Rossi, il capo della Comunicazione di Mps morto in circostanze misteriose e tuttora inspiegabili precipitando dalla finestra della sua stanza nella sede dell’Istituto di credito a Siena attaccano frontalmente, attraverso un loro legale, che è poi lo stesso avvocato che difende Ciro Grillo, figlio di Beppe, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager promossa e fortemente voluta dal deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto.

Un attacco che non ha precedenti nella storia repubblicana visto che, fra l’altro, i pm senesi, attraverso l’avvocato Andrea Vernazza, si spingono fino al punto di contestare perfino la scelta dei consulenti operata, in piena autonomia e secondo le prerogative del Parlamento, dalla Commissione parlamentare sulla morte di David Rossi.

I pm, non è ancora chiaro se tutti e tre o solo uno o due di loro, si sono affidati all’avvocato Andrea Vernazza per rivolgersi direttamente, con una lettera, al presidente della Camera Roberto Fico.
Nella lettera il legale dei pm senesi contestano, in particolare, il comportamento di alcuni membri della Commissione e la scelta di alcuni consulenti.

Con chi ce l’avrebbero? “Ho letto ieri la lettera che riguarda nello specifico me, Zanettin e Migliorino – dice il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto grazie alla determinazione del quale la Commissione parlamentare d’inchiesta ha potuto vedere la luce. – La trovo molto interessante ed irrituale, per molteplici motivi, anche perché non ho ancora compreso il titolo secondo il quale l’avvocato Vernazza, scrive. Immagino anche che lo stesso presidente Fico debba prendere posizione, di fatto la lettera è a lui indirizzata”, conclude Rizzetto annunciando: “Risponderò nel merito”.

“L’attività fin qui svolta dalla Commissione che presiedo, è stata ed è pienamente rispettosa delle finalità dell’inchiesta stabilite nella delibera della Camera dei deputati istitutiva della Commissione dello scorso 11 marzo – dice anche Pierantonio Zanettin, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta – nonché dei canoni di legalità e legittimità, che più in generale presiedono l’operato delle Commissioni parlamentari d’inchiesta”.

Nei giorni scorsi Rizzetto aveva promosso e partecipato ad una conferenza stampa sulla morte misteriosa di David Rossi assieme alla moglie del manager, Antonella Tognazzi e alla figlia della donna.

E ieri la moglie di David Rossi ha spiegato di essersi inizialmente fidata dei magistrati – “avevamo semplicemente ascoltato quello che i magistrati ci avevano detto. Davanti a tutti quegli elementi, che motivo avevo io di diffidare dei magistrati? Ero travolta da un dramma” – salvo poi scoprire, giorno dopo giorno, tanti aspetti che non la convincevano affatto: la presunta lettera d’addio, la famosa mail inviata da David Rossi all’allora amministratore delegato di Mps Viola, i video delle telecamere di videosorveglianza puntate sul vicolo che immortalavano la scena della caduta, le rivelazioni del colonnello dei carabinieri Paquale Aglieco in Commissione parlamentare sull’inquinamento della scena del crimine nella stanza di Rossi.

E, al termine di due inchieste giudiziarie con migliaia di pagine tra documenti e testimonianze, “si parla di prove inquinate – ricorda la moglie del manager Mps. – Provo rabbia. Il mio David non si è suicidato”.

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