Montecarlo, Fini vuole accelerare i tempi del processo. La decisione del giudice il 6 dicembre

giovedì 2 Dicembre 15:44 - di Redazione
Fini

I legali di Gianfranco Fini chiedono che si acceleri il processo che lo vede imputato per riciclaggio assieme a Elisabetta Tulliani, al cognato Giancarlo Tulliani, tuttora a Dubai, e al suocero Sergio Tulliani. Con loro è imputato anche l’imprenditore re delle slot machine Francesco Corallo. Con loro rinviato a giudizio anche Amedeo Laboccetta.

Il tribunale deciderà il 6 dicembre sullo stralcio

Il 6 dicembre i giudici del tribunale di Roma dovranno decidere sulla richiesta di stralcio avanzata dal suo legale, Michele Sarno. Il quotidiano Libero ci vede subito un retropensiero, cioè un ritorno di Fini alla politica attiva. Ma è poi sempre lo stesso quotidiano a spiegare che “alla base ci sarebbe anche un altro motivo, che poco ha a che fare con il ritorno alla politica: il dissequestro dei beni bloccati dagli inquirenti. Solo Gianfranco Fini si è visto bloccare quasi un milione di euro delle polizze sulla vita intestate alle figlie, mentre a 7 milioni di euro ammonta il totale dei beni sequestrati al cognato Giancarlo, alla compagna Elisabetta e al suocero Sergio”.

La casa di Montecarlo

Tra le operazioni al centro dell’indagine anche la vendita della casa di Montecarlo, eredità della contessa Annamaria Colleoni in favore di Alleanza Nazionale che, secondo l’accusa, Giancarlo Tulliani avrebbe acquistato attraverso società offshore con i soldi dell’imprenditore Corallo, accusato già di associazione a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale.

Il ruolo dell’imprenditore Corallo

I proventi conseguiti dall’ “associazione capeggiata da Francesco Corallo – secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza – sarebbero stati utilizzati per attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l’acquisto dell’appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani”. Secondo gli inquirenti questo “negozio giuridico, realizzato alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani, è stato deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni”.

I legali di Fini

Di qui la decisione del sequestro preventivo dei beni di Fini. L’ex presidente della Camera si è sempre dichiarato innocente. E ha ripetuto più volte di non sapere quali affari i suoi parenti avessero messo in piedi con Corallo.

«Questo è uno dei pochi casi in cui la difesa vuole accorciare i tempi senza beneficiare dello sconto di pena previsto dal rito abbreviato. Siamo certi dell’innocenza del nostro assistito», spiega Michele Sarno, che difende Gianfranco Fini insieme con l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi.

 

 

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