Meloni: sulla pandemia il governo faccia mea culpa. Rampelli: non rincorrere il virus, ma anticiparlo

lunedì 27 Dicembre 17:22 - di Redazione
Meloni Rampelli

Errori di comunicazione, ma anche errori nella gestione della pandemia. Lo sottolinea Fratelli d’Italia commentando questa fase di impennata dei contagi con il rischio che nuove regioni entrino in zona gialla e con alcuni virologi che evocano nuovi lockdown dietro l’angolo.

“Le scelte del governo Draghi, sia nella lotta alla pandemia sia nella comunicazione – dice Giorgia Meloni –  hanno prodotto un disastro senza precedenti: far credere agli italiani che la vaccinazione avrebbe reso immuni dal Covid e che sarebbe bastato il green pass per avere la ‘garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose'”.

E continua: “Aver imposto, con il decreto Festività, il tampone anche ai vaccinati è la conferma che tutto quello che ci è stato raccontato finora dall’esecutivo e dalla grande stampa era falso e che decine di milioni di italiani sono stati spinti a comportamenti superficiali che esponevano al rischio contagio per un’informazione sbagliata”.

“A questo si aggiunge un’altra grave responsabilità: aver spaccato la società tra buoni e cattivi, creando di volta in volta nemici da combattere per coprire i propri fallimenti. Il governo faccia mea culpa e ammetta i suoi errori”, conclude Meloni.

Il governo, incalza Fabio Rampelli, non è stato in grado di anticipare il virus. “Nessuna critica al generale Figliuolo che ha fatto un lavoro encomiabile nella campagna per la vaccinazione – dice il vicepresidente della Camera e deputato di FdI – Le carenze che oggi riscontriamo rispetto al peggioramento del contagio sono soltanto di carattere organizzativo e quindi sono imputabili alla scarsa capacità programmatoria del governo Draghi-Speranza”.

“Stiamo rincorrendo la terza dose con il solito patetico tour de force, che doveva essere promosso a ottobre quando i centri per l’inoculazione erano deserti. La campagna al contrario è stata lanciata nel bel mezzo dell’inverno e delle feste natalizie quando si creano assembramenti per lo shopping e le persone stanno di più in famiglia e in gruppo. Quindi praticamente quando i buoi erano già scappati dalla stalla”.

“A un anno dal primo vaccino – ha aggiunto- la sua efficacia è sotto gli occhi di tutti. Basta fare il confronto con i morti di un anno fa, 580, rispetto a ieri, 160. Nel 2020 tutte le regioni erano in rosso e avevamo il coprifuoco. Infine, basta con questa storia del modello Italia. Intanto dobbiamo guardare agli Stati più virtuosi e poi dobbiamo ricordare che l’Italia è stata la prima nazione a conoscere il virus e a prendere le misure per cercare di non esserne travolta”.

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