Il saluto di Mattarella agli ambasciatori stranieri seppellisce il bis: «Per me è anche un commiato»

giovedì 16 Dicembre 19:08 - di Valerio Falerni
Mattarella

A chi ancora sperava in un ripensamento last minute di Sergio Mattarella non resta altro che arrendersi all’evidenza. Ad offrirla (definitivamente) è questa volta il tradizionale discorso al corpo diplomatico accreditato in Italia. «È con grande piacere che torno ad accogliervi al Quirinale per il saluto di fine anno – ha detto il Presidente -. Oggi, per me, è anche l’occasione di un commiato». Parlava agli ambasciatori, Mattarella, ma pensava ai tanti che nonostante i chiari e ripetuti “no” opposti all’ipotesi del bis, non mollavano mai definitivamente la presa. Ora che attraverso i diplomatici accreditati lo ha notificato anche agli Stati stranieri, il suo rifiuto a restare al Quirinale è da intendersi non solo ufficiale ma insormontabile.

Mattarella esce di scena

Se non altro, le sue parole sgombrano il campo da possibili equivoci. Ora, in campo per il Colle, dell’auspicata coppia Mattarella –Draghi, resta in pista solo quello del premier. Ma contro di lui congiurano due questioni. La prima è tutta interna al Palazzo, terrorizza i due terzi dei parlamentari e si chiama voto anticipato. La seconda fa paura agli italiani, si chiama Omicron e non tollera vuoti di potere. Indisponibile Mattarella ed auto-esclusosi (?) Draghi, l’elezione per il Colle rischia di trasformarsi in un thriller. L’aria, del resto, è carica di suspence già ora, figuriamoci come potrà diventare elettrizzante fra un mese.

Le chance di Berlusconi per il Quirinale

A caricare di obliqui presagi  l’atmosfera contribuisce anche la mancanza di un perno in grado di incollare le alleanze giuste. Oltre al metodo, manca un King maker. Salvini ha tentato un giro di telefonate, ma lo hanno bloccato quasi subito. Renzi, che nel 2015 lo fu di Mattarella, oggi veste i panni del guastatore con l’obiettivo di minare ogni (già improbabile) intesa tra centrodestra e sinistra. I 5Stelle sono in coma profondo mentre il Pd non sa letteralmente quali pesci pigliare. Ci sarebbe Casini, se non fosse che lo ha già impalmato Renzi, la qual cosa lo rende indigesto agli stomaci dei dem. Non per niente Letta ha dovuto riesumare Amato come antidoto  contro Silvio Berlusconi. Già, il Cavaliere è in sella. Lui è già con la mente al quarto scrutinio, quando per salire al Colle bastano solo 505 voti. Chi può escludere che non vinca anche stavolta?

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