Allo Spallanzani di Roma vaccinati i primi 100 bimbi tra i 5 e gli 11 anni. Con palloncini e clown

15 Dic 2021 20:27 - di Redazione

Allo Spallanzani di Roma vaccinati i primi 100 bambini nella fascia di età tra i 5 e gli 11 anni. È la Capitale con l’Istituto nazionale malattie infettive a fare da apripista nell’immunizzazione anti-covid pediatrica. “Hanno tra i 6 e i 9 anni”, ha annunciato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Che ha sottolineato che il Lazio è stata la prima Regione a partire. Le altre inizieranno domani. “Sono molto soddisfatto – ha detto  – i nostri operatori si sono trasformati in clown per far vivere questo momento ai bambini come una festa“.

Allo Spallanzani i primi 100 bimbi vaccinati

Finora sono stati 100 i bimbi vaccinati e stanno bene.  “Nessuna reazione avversa”, sottolineano dall’ospedale dove oggi sono partite, primi in Italia, le somministrazioni del vaccino anti-Covid alla fascia 5-11 anni. “L’età media è 6-8 anni. I genitori sono stati molto soddisfatti della professionalità del personale e della grande accoglienza”, comunica l’ospedale. Accoglienza particolare vista la giovanissima età dei vaccinati.  In un clima di festa, con la musica della banda della polizia, i medici in versione pagliacci, piccoli regali e palloncini, sono iniziate le immunizzazioni ai bambini accompagnati dai genitori.

Vaia: hanno avuto più coraggio degli adulti

“I bambini non sono giovani adulti. Hanno una loro sensibilità. E oggi hanno dimostrato di avere grande coraggio anche più degli adulti”, ha detto il direttore dell’Inmi Spallanzani, Francesco Vaia. “Io ho accompagnato i primi 5 al vaccino. Mi sono sentito più nonno che medico. Un bambino mi ha regalato un disegno di Babbo Natale e mi ha fatto gli auguri. Una bella emozione”. A margine del V-Day pediatrico, Vaia ha precisato che il punto non è vaccino sì, vaccino no, ma quando. “Nessuno ha mai detto che il problema è vaccinare i bambini. Ma quando è il tempo per farlo. Se mi dicono che immunizziamo i bambini per proteggere gli adulti è sbagliato. Mentre si fa per proteggere soprattutto i giovanissimi fragili. Oggi dobbiamo recuperare i 50-60enni che non sono vaccinati e hanno anche grande mobilità. Poi arrivare a fare una dose annuale con un vaccino che sia aggiornato ad Omicron”

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