Villa Inferno, l’inchiesta sui coca party coinvolge anche un frate. E c’è anche uno sportivo morto

lunedì 15 Novembre 9:48 - di Redazione
villa inferno

Emergono nuovi particolari nell’inchiesta della Procura di Bologna “Villa Inferno”. Che coinvolge imprenditori, sportivi, calciatori e ora anche un frate. E si allunga anche la lista dei reati contestati: non solo spaccio e favoreggiamento della prostituzione per i festini a base di droga. Gli inquirenti cercano anche risposte per la morte di uno sportivo bolognese, avvenuta qualche anno fa, e per la quale si sta procedendo – secondo quanto riporta Il Messaggero – “per spaccio e morte in conseguenza di altro reato”.

Minacce alla testimone  che ha dato il via all’inchiesta

Ora c’è anche un un frate il cui nome è unito a quello di un imprenditore bolognese che organizzava festini a base di sesso a pagamento e cocaina con personaggi molto facoltosi e “insospettabili”. Ma c’è di più: la testimone che ha raccontato tutto ha ricevuto minacce mentre era seduta in un ristorante da uno degli indagati che gli ha sventolato sotto il naso i verbali con le dichiarazioni sui festini. Ora la ragazza è terrorizzata e il suo avvocato si domanda come sia stato possibile che le dichiarazioni messe a verbale siano finite in mano all’uomo che lei accusa.

Il frate che compare nei festini

E’ stato Il Resto del Carlino a parlare della presenza di un frate ai festini. “Il suo nome compare negli atti dell’indagine diretta dal pubblico ministero Stefano Dambruoso e dei carabinieri del Nucleo Investigativo, emerso dai racconti di una testimone e finito sotto la lente d’ingrandimento come tutti gli altri nominativi vip della ’Bolobene’ emersi dalle varie chiacchierate tra caserma e Procura”

Il suo nome – continua il quotidiano –  “viene collegato a quello di un imprenditore della città che vive nel cuore del centro storico, nella cui abitazione si sarebbero svolti alcuni festini a base di sesso a pagamento e polvere bianca. E il frate, oltre a frequentare la sua villa e certi noti locali cittadini, secondo la testimonianza messa nero su bianco, “ha avuto una storia di sesso con… (e fa nome e cognome)”, e “ha partecipato alle feste a casa di…”.

 

 

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