Vaia, condivido l’appello dell’Oms, vaccinare solo i bimbi fragili. Poi terza dose e obbligo per alcune categorie

sabato 13 Novembre 17:37 - di Paolo Lami
coprifuoco Vaia

Francesco Vaia, direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, fa proprio l‘appello dell’Oms e si dice contrario ad una vaccinazione indiscriminata dei bambini contro il Covid come, invece, vanno chiedendo da settimane diversi personaggi, più o meno competenti in materia, assurti agli onori delle cronache in questo periodo di pandemia.

”Ho detto più volte che il tema non è vaccinare o non vaccinare i bambini ma in questa fase dell’epidemia ritengo che sia giusto immunizzare solo i bambini fragili“, dice Vaia.

“Abbiamo letto l’appello del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e lo faccio mio – ha ricordato il direttore”.

L’Oms ha sottolineato che non è “insensato il vaccino a bimbi e il booster a sani se chi rischia è senza”.

“Oggi la comunicazione scientifica è incerta perché ci sono comunque dei rischi nelle vaccinazioni in generale – ammette Vaia – In Israele hanno visto che ci sono casi di miocarditi nei bambini e quindi vaccinano solo i fragili”.

“Io credo che sia saggio in questo momento vaccinare nella fascia 5-11 anni solo loro. – riflette il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma. – Se dovessero cambiare le cose e avremo maggior elementi scientifici su questo tema si potrebbe pensare di estenderla a tutti. Resto favorevole agli over 12 perché hanno una maggiore socialità. La responsabilità sociale, ribadisco, non deve essere dei bambini ma degli adulti, dei genitori, dei nonni e dei docenti“.

“Abbiamo un obiettivo ambizioso: uscire dall’emergenza entro fine anno. Lo possiamo fare – sostiene Vaia – spingendo sulla terza dose e sull’ampliamento dell’obbligo vaccinale alle fasce di popolazione che hanno contatti con il pubblico. Questa mattina anch’io ho fatto la terza dose, ciascuno di noi deve dare l’esempio”.

“La terza dose di vaccino ci protegge e aumenta la nostra capacità immunitaria di oltre il 50%, – dice il direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma. – Il punto quindi non è come faremo Natale ma chiudere l’emergenza al fine anno. E questo lo possiamo fare spingendo, appunto, sull’obbligo vaccinale per alcune categorie e la terza dose“.

“Accanto a questo dobbiamo difendere lo strumento vaccino – ribadisce Vaia – rendendolo performante e quindi sempre più adeguato a quello che sta accadendo, penso alle future varianti. Il virus infatti non sparirà ma è già endemico. Quindi occorre per l’anno prossimo avere vaccini rieditati e più performanti. Così come avviene per l’influenza“.

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