Un italiano su tre contrario alla terza dose di vaccino anti Covid

giovedì 11 Novembre 17:47 - di Paolo Lami
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Un italiano su tre contrario alla terza dose di vaccino anti Covid.

Il dato, inatteso è sorprendente, emerge da un sondaggio Emg-Different/Adnkronos i cui risultati rivelano che alla domanda “Lei è favorevole o contrario alla terza dose di vaccino per tutti?“, il 66 per cento risponde sì mentre il 27 per cento è contrario. A questa percentuale che dice già molto va ad aggiungersi un 8 per cento che preferisce non rispondere alla domanda sulla terza dose.

Tra i favorevoli è netta la prevalenza degli uomini – il 75 per cento – rispetto alle donne di cui il 62 per cento si dice favorevole alla terza dose di vaccino per tutti.

Diversificata la risposta anche in base alle fasce d’età. Tra i favorevoli, infatti, il 75 per cento è over 55.

il 61 per cento è tra i 35 e i 54 anni e appena il 53 per cento è under 35.

Nella suddivisione geografica dei favorevoli alla terza dose spiccano il Nordest con il 76 per cento e il Centro Italia con il 75 per cento.

Per le altre aree del paese il dato scende al 67 per cento al Nordovest, al 61 per cento nelle Isole e solo il 54 per cento al Sud.

Il sondaggio, sui contrari e favorevoli alla inoculazione della terza dose di vaccino per tutti è rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni, ed è stato realizzato il 2 novembre 2021 con il metodo della rilevazione telematica su panel, su un campione di 1428 casi.

Considerando che la popolazione che ha scelto di non vaccinarsi in Italia, per vari motivi, oscilla fra il 15 e il 20 per cento, evidentemente molte persone che hanno scelto di fare la prima e la seconda dose ora sono contrarie a fare la terza dose. E su questo, forse, incide il fatto che ai vaccinati era stato fatto credere che il vaccino li avrebbe protetti completamente – cosa che poi non si è rivelata vera perché gli ospedali sono pieni di vaccinati ricoverati – e che ne avrebbero guadagnato sia la libertà – altra cosa non vera – sia l’economia del paese.

Ma, anche in quest’ultimo caso, i numeri non sembrano dar ragione al governo, ai virologi e ai fautori della campagna vaccinale a tappeto.

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