Ora la Fornero gufa sulle pensioni dei giornalisti: le sue previsioni allarmano Inps e cittadini

venerdì 26 Novembre 14:51 - di Bianca Conte
Fornero

Dalla Fornero fosche previsioni sulle pensioni dei giornalisti: le sue ipotesi allarmano enti e cittadini sui costi del passaggio Inpgi-Inps. Ancora una volta, invece di pensare alle conseguenze scatenate dalla riforma di settore che porta la sua firma, Elsa Fornero si prodiga a discettare su prospettive e problemi al vaglio. Enucleando le criticità del passaggio di Inpgi all’interno di Inps. E senza valutare in prima istanza le penalizzazioni degli utenti del caso, ancora una volta fa i conti in cassa. Tanto che, oltre a prevedere scenari funesti (come al solito), strumentalizza demagogicamente i termini della questione che coinvolge una nutrita categoria di lavoratori e due enti previdenziali. Così, intervenendo in video collegamento agli “Stati generali dei consulenti del lavoro”, l’ex ministra del lavoro tuona (e gufa): «Io feci un intervento dieci anni fa per dire che la Cassa dei giornalisti non era sostenibile. Il presidente dell’Inpgi di allora disse che le mie affermazioni erano demagogiche. Infondate. Provocatorie. Vorrei sapere che dice oggi che l’Inps e i cittadini si devono prendere carico del costo delle pensioni dei giornalisti».

Dalla Fornero fosche previsioni sulla pensioni dei giornalisti

Evidentemente, l’ultima bocciatura della sua legge arrivata pure dalla Corte dei conti brucia ancora. E pur sapendo e chiarendo lei stessa, che «i giornalisti di oggi sono precari e abbastanza mal pagati», decide ugualmente di sferrare l’attacco sulle pensioni future, pur dicendosi preoccupata per la questione in ballo. Ammettendo peraltro lei stessa l’eventualità di un epilogo negativo in vista perché, come rileva: «Se il Pil non aumenterà in modo adeguato, saranno a rischio al di là di ogni promessa». Ma si sa, per la professoressa, i conti devono quadrare e tornare. E così, più che sui rischi che incombono sui pensionandi, si sofferma sulle spese che comporta correrli. Dunque, secondo l’ex ministra del governo Monti, «i costi del passaggio della Cassa non sono piccoli come dice l’ufficio parlamentare di bilancio». E ipotecando il futuro con fosche previsioni aggiunge e conclude: «Oggi noi abbiamo un basso tasso di occupazione. Il pil si fa con l’occupazione. Se non crescono non so se avremo tante risorse da distribuire».

Fornero: «I costi del passaggio della Cassa non sono piccoli come dice l’ufficio parlamentare di bilancio»

Valutazioni, quelle della Fornero, che sembrano ignorare volutamente quello che è stato l’effetto immediato e reiterato nel tempo della sua riforma. Giustificata sostenendo, tra l’altro, che alzando l’età di pensionamento sarebbero aumentati gli attivi e gli occupati. Un’illusione poi smentita dai fatti: con l’occupazione che, non solo non aumentò proprio perché le politiche governative dell’epoca ostacolarono la crescita. Ma che registrò un ulteriore effetto negativo: trattenere forzosamente in attività chi stava per andare in pensione, ridusse i posti disponibili per i nuovi ingressi nel mondo del lavoro. E, naturalmente, bloccò turnover, produttività e aspirazioni, contravvenendo a previsioni e auspici.

Eppure ammette anche: «I giornalisti di oggi sono precari e abbastanza mal pagati»

Eppure oggi, a dimostrazione che i dieci anni trascorsi, specialmente dopo la crisi pandemica, con i fatti che hanno palesato chiaramente i danni creati dalla filosofia dell’«austerità espansiva», e della sua applicazione al sistema pensionistico, la Fornero non sembra aver ancora metabolizzato la lezione. E quando interviene sul tema parte sempre dallo stesso presupposto: far quadrare il bilancio delle sue previsioni, rilanciando il suo metodo operativo…

 

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