La variante sudafricana affonda le borse: Milano chiude a -4,6, listini in picchiata. Bruciati 390 mld

venerdì 26 Novembre 19:33 - di Augusta Cesari
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La variante sudafricana affonda le borse. Venerdi nero. I mercati azionari europei chiudono tutti pesantemente negativi  per la nuova variante Covid e il collasso dei prezzi dell’energia. La pessima giornata si è tradotta in un calo del 3,7% dell’indice Stoxx 600 che raggruppa i principali titoli quotati nel Vecchio continente. Il ribasso equivale a circa 390 miliardi di capitalizzazione ‘bruciati’ in una sola seduta.

La variante sudafricana spaventa i mercati

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha terminato in ribasso del 4,60% a 25.852 punti: ai minimi della durissima giornata sui mercati. Ma c’è chi ha fatto peggio. La Borsa peggiore tra le più grandi in Europa è stata Madrid che ha ceduto il 5%; seguita da Parigi in calo finale del 4,7% e Francoforte del 4,2%. Londra ha chiuso in calo del 3,6%.

Variante sudafricana, borse in picchiata

Wall Street ha aperto in forte calo. In controtendenza Pfizer, che vola a New York e aggiorna i suoi record mentre sui mercati è scattato il clima di paura che ha provocato vendite su tutti i settori azionari. Salgono, invece,  anche con balzi a due cifre i titoli di Moderna e Zoom – tra i maggiori beneficiari del lockdown da pandemia. E’ in brusco calo anche il petrolio a seguito della nuova variante sudafricana del coronavirus. In particolare a New York, il petrolio in caduta libera: con le quotazioni che perdono l’11% a 69,83 dollari al barile poco prima delle 5. Il greggio è in corsa per la peggiore seduta dall’aprile 2020 ed ha annullato il rally dell’autunno.

Le paure degli addetti ai lavori

La chiusura di settimana così negativa per Piazza Affari è condizionata, come del resto tutti i listini europei, dalla comparsa della nuova variante sudafricana che potrebbe rendere meno efficaci gli attuali vaccini. “Le paure degli addetti ai lavori sono legate al fatto che la nuova variante possa alimentare una accelerazione dei contagi in molti paesi; e mettere fortemente sotto pressione i sistemi sanitari, eludendo potenzialmente le difese dei vaccini. Con la complicazione conseguente degli sforzi per riaprire le economie e risolvere i problemi di colli di bottiglia nel sistema degli approvvigionamenti”: è il commento di Filippo A. Diodovich, Senior Market Strategist di IG. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha chiuso in rosso del 4,6% a 25.852,99 punti, sono due i settori maggiormente colpiti: quello bancario e quello energetico. Per quanto riguarda il primo, UniCredit ha segnato un -6,9%, Intesa Sanpaolo un -5,75% e Banco BPM un -5,81%.

Nel caso del secondo, che si è trovato a fare i conti con un Brent in caduta libera (-10,4% a 72,5 dollari al barile), segnaliamo il -7,08% di Tenaris, il 6,23% di Eni ed il -4,99% di Saipem. Telecom Italia ha limitato le perdite con un -0,72% dopo la notizia della disponibilità dell’Ad Gubitosi a fare un passo indietro per agevolare l’offerta di KKR; mentre Diasorin, che produce test per misurare la presenza di anticorpi contro il Covid, ha terminato con un +5,55%. Poco mosso lo spread a 128 punti base, riporta l’Adnkronos in collaborazione con Money.it : in genere in controtendenza rispetto all’andamento delle piazze azionarie, il differenziale Btp-Bund oggi ha potuto fare affidamento sul nuovo minimo storico registrato nell’asta di Bot. Questa mattina il Tesoro ha collocato Bot a sei mesi per 5 miliardi di euro al -0,563%, meno 1 punto base rispetto all’asta di ottobre.

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