La cucina come una volta, esce un ricettario che compendia storie e segreti di antichi monasteri

giovedì 25 Novembre 13:03 - di Redazione
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Cucina e ricette, la passione e l’interesse per questi temi non trascurano anche il mondo religioso. Così le Edizioni Terra Santa pubblicano, anche in formato e-book, ‘La cucina come una volta. Storie, segreti e antiche ricette da monasteri e conventi‘ di Anna Maria Foli.  L’autrice ha preparato il testo incontrando abati e madri badesse, priori e superiori conventuali, giardinieri e mastri cucinieri, affinando le sue conoscenze relative a una cucina naturale e sostenibile.

La cucina come una volta, il legame tra regime alimentare e religione

“Il cibo – scrive – non appartiene solamente alla dimensione materiale e terrena dell’uomo, ma condiziona ed è strettamente collegato all’aspetto intellettuale e spirituale. Ecco perché, sin dall’antichità, si era soliti dire mens sana in corpore sano, ritenendo che una mente sana ed equilibrata dipendesse anche dal benessere fisico del corpo. Se ogni individuo ha bisogno di mangiare per ottenere l’energia necessaria per crescere e svolgere attività manuali e razionali, ha altrettanta necessità di condividere il cibo per sviluppare il suo aspetto sociale e le caratteristiche che lo rendono veramente umano. Inoltre, esiste un forte legame tra regime alimentare, religione e spiritualità, come dimostra il tema ricorrente del cibo e del digiuno nelle tre grandi religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islam), ma anche nelle tradizioni buddiste e induiste”.

La cucina come una volta, un percorso gastronomico e esistenziale

In questa sorta di pellegrinaggio gastronomico, Anna Maria Foli entra nei più famosi luoghi di pace e spiritualità usando la porta della cucina. E propone ricette originali che suore, monaci e frati cucinieri le hanno voluto regalare. Attraverso i piatti che propone, il libro fa scoprire un mondo ancora oggi carico di fascino, quello della vita in monastero, in un percorso che è – insieme – gastronomico, culturale ed esistenziale.

Il volume attinge alla sapienza culinaria di monasteri e conventi: “Volendo riassumere le caratteristiche delle ricette preparate in monasteri e conventi di ieri e di oggi – scrive l’autrice – potremmo affermare che questo cibo era ed è semplice, naturale, salutare, equilibrato e stagionale. Inoltre, quando è possibile, gli ingredienti utilizzati sono ‘a chilometro zero'”.

La sobrietà nel realizzare i piatti

“L’aggettivo ‘semplice’ – spiega l’autrice – allude al fatto che, per evitare ingordigia e peccati di gola, le regole monastiche prescrivono una generale sobrietà anche nella realizzazione dei piatti, che non devono risultare particolarmente elaborati. ‘Naturale’, perché a base di legumi e verdure, che anche i nutrizionisti moderni considerano essenziali in una dieta equilibrata”.

“Di conseguenza, ‘salutare’, in quanto permette di conservare un fisico sano, alternando brevi periodi di digiuno che favoriscono la rigenerazione del corpo, come sostengono alcune teorie antiche e moderne. ‘Equilibrato’ perché, come afferma san Benedetto, occorre adeguarlo ai bisogni di ognuno, alle attività più o meno faticose che svolge e al suo stato di salute. ‘Stagionale’ perché segue i ritmi delle stagioni e utilizza i prodotti che la natura offre nei diversi momenti dell’anno. Infine, ‘a chilometro zero’, perché nella maggior parte dei casi frutta e verdura vengono coltivati direttamente dai monaci all’interno dei monasteri o nei terreni circostanti, e lo stesso vale per gli animali e i pesci, allevati appositamente per fornire carne tutto l’anno”.

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