“Innocente”: chiesta l’archiviazione per Luca Morisi. Crolla la macchina del fango di sinistra

martedì 30 Novembre 8:07 - di Lucio Meo

“Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro l’ho avuta da lui”. Sul sito di Repubblica, nella fase clou dello scandalo, contro Luca Morisi era spuntata la testimonianza di uno dei presunti partecipanti al festino in casa del guru di Matteo Salvini, il capo della cosiddetta “Bestia” di propaganda sui social. Eravamo nello scorso agosto: era tutto falso. Oggi lo si deduce dalla richiesta di archiviazione della Procura per l’ex social manager della Lega, finito indagato indagato per cessione di stupefacenti. La macchina del fango, intanto, ha girato per mesi…

Le accuse inventate dai due escort romeni

“Sono un modello ma per necessità mi prostituisco. Il compenso era di 4 mila euro per una giornata, rivelando che durante il festino “a un certo punto mi sono sentito molto male a causa delle sostanze assunte, sono scappato dall’abitazione e ho chiamato io i carabinieri”, aveva dichiarato uno dei due escort romeni. Nella casa di Luca Morisi, a Belfiore, ad agosto durante una perquisizione i carabinieri avevano trovato pochi grammi di cocaina. I due escort, Alexander e Petre, che erano stati a casa sua fino al mattino lo accusavano di aver consegnato loro un flacone contenente della “droga dello stupro”. Le indagini hanno appurato che furono i due ragazzi ad arrivare a Belfiore con il flaconcino. La droga era degli spacciatori, non del “cliente”, a questo punto “colpevole” solo di aver incontrato gli escort per motivi sessuali, si presume.

Luca Morisi e la richiesta di archiviazione: “Fatto tenue”

La procuratrice di Verona Angela Barbagallo al Corriere della Sera ha spiegato che “la richiesta di archiviazione è per la particolare tenuità del fatto”. Sarà il giudice per le indagini preliminari, con tutta probabilità, ad archiviare definitivamente la posizione di Morisi, che nella notte del 14 agosto, attraverso un siti di incontri, aveva contattato uno dei due escort chiedendo di raggiungerlo a Belsito in provincia di Verona. All’alba, però, uno dei due si sentì male, chiamò i carabinieri e i militari trovarono 0,31 grammi di cocaina in casa, nascosti in un libro. Luca Morisi aveva successivamente lasciato l’incarico di consulente della Lega dopo una violentissima campagna di accuse della sinistra, sia politica che giornalistica

 

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