Il prof contro gli studenti in classe con la gonna: «Sarò punito, ma non è un reato essere cattolico»

martedì 30 Novembre 12:50 - di Redazione

Non è un reato essere cattolico. «La scuola non può essere un carnevale permanente”. A parlare è  Martino Mora, il professore di filosofia messo alla gogna per non aver fatto lezione in presenza di tre studenti in gonna. Che ora rischia un provvedimento disciplinare.

Studenti in gonna, il prof non si pente

Il docente  del liceo scientifico Bottoni di Milano, in cattedra da 15 anni, autore di pubblicazioni storiche e pedagogiche, non si pente. E dalle colonne de La Verità spiega le sue convinzioni, dopo la tempesta di critiche e lo sciopero degli studenti che hanno disertato le sue lezioni per giorni. La sua colpa, per le vestali del politicamente corretto, è quella di aver chiesto di essere esentato dalle lezioni di fronte allo show di tre studenti. “Mascherati” in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“La scuola non è un carnevale permanente”

Uno si è presentato con un abito lungo che faceva drag queen. Il secondo con il tutù da ballerina. E il terzo con gonna e tocco «Fedez style» delle unghie pittate di rosso. “Per me era inaccettabile”, spiega Mora. “Ne ho mandato in presidenza uno. E ho detto alla preside che mi sarei rifiutato di proseguire la lezione. Adesso so di correre dei rischi. Le palate di fango sono già arrivate e il provvedimento disciplinare seguirà.

“Ci sono principi non negoziabili, a scuola serve rispetto”

Ma ci sono principi non negoziabili: la scuola è un luogo in cui si trasmette il sapere. Ed esige un vestiario dignitoso. Io ci entro in giacca e cravatta, ma non per fare l’elegantone. Per rispetto”.  Insomma per il prof l’esibizione in maschera  dei tre aveva ben poco di  solidale e molto di carnevale. Per celebrare la giornata contro i femminicidi sarebbe bastato, come ha fatto il resto della classe, indossare sciarpe e foulard rossi.

La preside si schiera con gli studenti in maschera

Tanto è bastato perché scattasse il processo. Invece di stigmatizzare il comportamento degli studenti la preside Giovanna Mezzatesta ha tirato le orecchie al docente. “L’ho invitato a tornare in classe. Perché avrebbe violato il diritto allo studio degli studenti. Posto davanti all’alternativa se tornare in cattedra o andare a casa, è andato a casa”.

“Sono un cattolico tradizionalista, non è peccato”

Ora il professor Mora rischia la sospensione. Anzi è una certezza. Sarà oggetto di provvedimento disciplinare. Sospeso, forse cacciato.  Dopo aver subito ogni genere di insulti e “punizioni” sui social. Neanche a dirlo le storie degli scioperanti su Instagram hanno sbancato arrivando a 8000 like. Così i paladini del politically correct hanno passato al setaccio il profilo Facebook del docente alla ricerca del mostro. “Qualcuno si è pure inventato che avrei detto che “le donne non sanno leggere”, racconta sbalordito. “Ma le pare? Sarebbe come darmi dell’imbecille. Mettermi addosso uno stigma che non va più via. Tutto perché ritengo che per solidarizzare con le donne non sia necessario, per dei maschi, entrare in classe vestiti da donna. Sono un cattolico tradizionalista. Non credo sia un peccato“.

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