I Maneskin miglior gruppo rock agli Ema. In slip e reggicalze Damiano fa il sermone sul ddl Zan

lunedì 15 Novembre 16:44 - di Redazione

Un nuovo trionfo internazionale per i Maneskin. Il gruppo romano conquista un nuovo primato. Agli Mtv European Music Awards, dove ha vinto il premio per la migliore rock band. È il primo successo italiano in una delle categorie internazionali nella storia degli Ema. Nessun artista del nostro paese era riuscito ad arrivare fin qui, neanche alle nomination. E a Budapest a contendere lo scettro ai Maneskin c’erano gruppi del calibro di Coldplay, Foo Fighters, Imagine Dragons, Kings Of Leon e The Killers. Quello agli Ema  è un altro successo per la band romana di un 2021 da incorniciare.

I Maneskin conquistano il premio per la migliore rock band

“In molti ci dicevano che non ce l’avremmo fatta con la nostra musica. Beh si sbagliavano”. Così un Damiano raggiante nel ricevere il premio sul palco di Budapest. Da Sanremo un crescendo di successi unici. La vittoria all’Eurovision, il record di ascolti, l’apertura del concerto dei Rolling Stones a Las Vegas con cui hanno letteralmente sedotto gli Usa. Il leader dei Maneskin, la bassista Victoria, il chitarrista Thomas e il batterista Ethan hanno infiammato il pubblico della nuovissima Papp László Budapest Sportarén con il loro ultimo singolo Mammamia. Accompagnati da un gigantesco cartello con il titolo della canzone dal quale sono poi esplosi fuochi d’artificio.

Damiano si unisce al coro sul ddl Zan

Look trasgressivo per Damiano. Che ha voluto strafare presentandosi sul palco in slip di pelle luccicanti, stivali e reggicalze. Il resto della band era vestita in nero e oro. Capi e accessori creati esclusivamente per la band da Gucci. Decisamente più scontato il refrain sui diritti Lgbt e lo sdegno per l’affossamento del ddl Zan. Molto di moda tra gli artisti che “contano”. Così Damiano non ha resistito alla tentazione del politicamente corretto. Ancora meglio se in trasferta. “Quest’anno, in particolare, bisogna andar fieri del nostro Paese per i risultati raggiunti”, dice il frontman dei Maneskin. “Non solo da noi ma da tanti sportivi e da personalità della cultura. Peccato per i diritti civili, dove continuiamo a rimanere indietro. E invece per noi sarebbe stata la vittoria più importante”.

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