I grillini hanno abolito la povertà: la loro. Chi sono e quanto guadagnano gli alfieri della nuova Casta

venerdì 5 Novembre 11:20 - di Valerio Falerni
casta

Hanno abolito la povertà: la loro certamente. Si potrebbe condensare così la meteora grillina nelle istituzioni. Nulla di più vero, almeno a leggere l’inchiesta di Libero sui 5Stelle passati da ground zero ai piani medio alti della classifica della dichiarazione dei redditi. E tutto grazie alle poltrone del Parlamento, un tempo bersagliate come odiato simbolo della Casta e ora lisciate e riverite come unica fonte dell’improvviso benessere. Più che scontato, quindi, che molti vi si siano imbullonati e siano pronti a tutti pur di starvi sprofondati fino all’ultimo giorno utile. O, in subordine, fino ai fatidici 4 anni, 6 mesi e 1 giorno che significano liquidazione assicurata (circa 50mila euro) e una pensioncina per quando sarà. Una casta bonsai e parecchio tremebonda al solo pensiero della fine della legislatura. E si capisce, visto che solo una piccola percentuale delle attuali legioni pentastellate rientrerà nei dorati Palazzi.

Dalle stalle alle (5)Stelle

Già, i numeri non sono più quelli di una volta. Sia quelli del MoVimento, che li ha più che dimezzati rispetto all’exploit del 2018, sia quelli del Parlamento, che di posti a sedere ne avrà il 36,5 per cento in meno. Sono stati proprio i grillini ad aver segato il ramo su cui erano seduti. Chissà ora che sono loro la casta come se ne pentono. E sì perché per molti di loro, l’uscita significherà ritorno allo “zero reddito” di prima. Come il catanese Eugenio Saitta o il napoletano Alessandro Amitrano. Un po’ meglio di loro stava l’altra partenopea, Flora Frate, che nel 2018 guadagnava 245,22 all’anno, pari a 67 centesimo al giorno. Oggi l’onorevole ne incassa ben 97.928,67.

«La casta siamo noi»

E senza più neanche versare l’obolo ai 5Stelle (a proposito che fine ha fatto rendiconto.it?) per essere passata armi e bagagli al Gruppo Misto dopo aver fatto il periplo dell’emiciclo. Ne guadagnava invece 63 (euro annui) l’avvocatessa Valentina Palmisano, che ora ne intasca 95.823. Ma non ci sono solo peones e carneadi nell’elenco dei fortunati vincitori della lotteria parlamentare. Tra i big a svettare c’è Luigi Di Maio, passato in un amen da stadista (da stadio) ad apprendista statista. Meglio di lui Lucia Azzolina, che nel 2017 dichiarava 9.514 euro all’anno come insegnante mentre ora, da onorevole, ben 95.823. Ma l’elenco dei grillini senza reddito diventati casta di piccoli Paperoni è lunghissimo. E questo spiega perché l’operazione Draghi al Quirinale (con annesso rischio di interrompere la legislatura) è una specie di miracolo. Ex-nullatenenti sì, ma mica scemi.

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