Corea del Nord, Kim Jong vieta il giubbotto in pelle. Chi può indossarlo? Lo decide il partito

sabato 27 Novembre 21:02 - di Fortunata Cerri
Nord Corea

Solo il partito può decidere chi si può mettere un giubbotto di pelle in Corea del Nord. Il leader nordcoreano Kim Jong ha cominciato ad esibirlo nel 2019 e presto è diventata una moda. Prima potevano permetterselo solo i più ricchi, ma poi sono arrivate imitazioni a poco prezzo. E questo non è piaciuto per niente a Kim, racconta Radio Free Asia. Ora l’ordine è di sequestrare i giubbotti, che siano indossati o in vendita.

Corea, Kim vieta il giubbotto di pelle

A gennaio, numerosi alti papaveri hanno sfoggiato giacche di pelle durante una parata militare, alimentando ulteriormente l’interesse del pubblico. Il giubbotto piace anche alle donne, dopo che lo hanno visto indosso a Kim Yo Jong, la potente sorella del leader.

Corea del Nord, i poliziotti fermano chi li indossa

Adesso la polizia interviene direttamente presso i produttori, perché non vendano giubbotti come quelli del leader nordcoreano. Per strada, i poliziotti fermano chi li indossa. E a chi protesta dicendo di averli regolarmente comprati, la polizia risponde che mettersi abiti come quelli del leader è «un trend impuro che sfida l’autorità di Sua dignità». Gli agenti spiegano che i giubbotti non possono essere indossati «perché sono le direttive del partito a decidere chi può metterli».

Vende copie di Squid Game, studente fucilato

Qualche giorno fa la Corea del Nord è finita sui giornali di tutto il mondo dopo aver condannato a morte uno studente che ha diffuso in patria copie della serie sudcoreana “Squid game”. Secondo quanto riporta il Daily Mail il giovane è tornato dalla Cina con una riproduzione digitale della serie Netflix, nascosta in una chiavetta Usb, e ne ha venduto alcune copie a diverse persone, inclusi altri studenti. Colto sul fatto dai servizi di sorveglianza del Paese, è stato giustiziato tramite fucilazione.

Radio Free Asia ha riferito che uno studente che ha acquistato una copia del disco è stato condannato all’ergastolo, mentre altri sei che hanno visto la serie sono stati condannati a cinque anni di lavori forzati.

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