“Zaia, ti sparo in bocca”: i giudici decidono che non è una minaccia e assolvono il no vax

27 Ott 2021 16:48 - di Alberto Consoli
Zaia

Scrivere “Zaia ti sparo in bocca” non è un minaccia. Finisce in maniera imbarazzante la questione legata alla denuncia che il governatore del Veneto aveva avviato. Resosi conto del clima pesante e pericoloso che si respirava, Luca Zaia aveva denunciato pubblicamente il clima intimidatorio instauratosi ad opera degli oppositori violenti al  vaccino contro il Covid-19. Pertanto il “doge” aveva anche querelato il gruppo di persone che era andato davanti a casa sua per inscenare una protesta. I no vax lo avevano eletto a bersaglio per le sue posizioni a favore dei vaccini, sempre in  prima linea per velocizzare la campagna vaccinale.

“Zaia, ti prendo e ti sparo in bocca”

E’  sconcertante vedere come con il governatore leghista i magistrati abbiano chiuso l’indagine in tempi record. Lo riporta Libero. Per i magistrati “Zaia, ti sparo in bocca” non è una minaccia grave. E, paradosso nel paradosso, “le toghe hanno addotto il fatto che il leghista sia un personaggio pubblico per “giustificare” le ingiurie e le intimidazioni.

Per i magistrati non è una minaccia grave

«Il governatore è un personaggio pubblico», hanno sottolineato i magistrati. Come dire che le minacce di morte se le deve tenere, in virtù del suo ruolo. Insomma, le intimidazioni sarebbero “normali” verso chi ricopre  incarichi di primo piano. La sentenza ha lasciato di sale. Il presidente della Regione Veneto l’ ha presa sportivamente:  «chi ha scritto di volermi sparare l’ho querelato: è un militare con figli. Poi l’ho voluta chiudere chiedendo di mandarlo a fare volontariato e l’altro giorno ho saputo che ha concluso le sue ore di volontariato. Una persona così la rovini. Ho fatto decine di denunce, non è vittimismo ma obbligo di segnalare in quanto siamo rappresentanti istituzionali». Da tempo i no vax lo avevano preso di mira. “A fine 2020 un fascicolo era stato aperto anche dalla Procura di Treviso, dopo una serie di incursioni sotto casa di Zaia da parte di manifestanti che contestavano il suo operato contro l’epidemia”.

Zaia: “Avanti con la terza dose”

Ma Zaia di certo non si fa fermare dalle minacce e va avanti nell’incoraggiare il proseguimento del ciclo vaccinale con la terza dose. “Mi appello ai 60enni, che hanno fatto la seconda dose da almeno sei mesi; valutino di farsi la terza dose ‘booster'”: ha sottolineato il presidente del Veneto nel corso del punto stampa dalla sede della Protezione Civile di Marghera. E il governatore del Veneto ha poi aggiunto: “Ho l’impressione che entro la fine dell’anno verrà estesa la terza dose a chi ha meno di 60 anni. Perchè c’è già chi se la vuol fare. Quindi, penso verrà presa una decisione ragionevolmente nell’arco temporale in cui scadranno le ultime seconde dosi per la popolazione che si è vaccinata intorno a fine maggio. Lo autorizzeranno, magari in maniera volontaria entro fine 2021”.

 

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