Roma: i milioni del Pnrr e la gestione di Expo 2030. Ecco perché la sinistra grida al “fascismo”

mercoledì 13 Ottobre 12:39 - di Valerio Falerni
Sinistra

Ma a chi credono di darla a bere i signori della sinistra? Davvero pensano che gli italiani siano talmente gonzi da imputare al caso quel che è accaduto in questi giorni e ancora accade in queste ore? Ma andiamo, ci siamo appena liberati dai miasmi della strategia della tensione e degli opposti estremismi e ancora vengono a menarcela con la storia dei fascisti in agguato? Basta mettere le cose in fila per capire che in questa vicenda c’è puzza più di marcio (di sistema) che di marcia (su Roma). Cominciamo dalle stranezze per poi occuparci delle coincidenze. La prima coinvolge Luca Morisi, spin-doctor di Matteo Salvini, rimasto incastrato in una torbida quanto storia a base di omosex, coca e videotape. La seconda è racchiusa in un video-inchiesta di Fanpage su una presunta lobby nera che legherebbe in un sol fascio (è il caso di dire) estremismo nero, Fratelli d’Italia e Lega. Il direttore del sito parla di 100 ore di girato accumulato in tre anni di lavoro.

Da Morisi a Fanpage, regia “sinistra”

Ma guarda caso Corrado Formigli lo rilancia a PiazzaPulita, su La7, a tre giorno dal voto amministrativo. L’aria intorno al centrodestra è dunque già sufficientemente riscaldata quando le cronache registrano l’assalto alla Cgil. E qui le stranezze si fanno addirittura mistero. Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, annuncia l’assalto un’ora e mezzo prima, arringando 10mila no-Green pass in Piazza del Popolo. Ciò nonostante quando questa massa raggiunge la sede del sindacato di Landini trovano a difenderla solo una decina di carabinieri. Che cosa ha fatto la ministra Lamorgese, difesa a spada tratta dal sinistra, in quei 90 minuti che separano l’assalto dall’annuncio? Nulla. Altra stranezza: come poteva Castellino parlare in piazza nonostante fosse pluridaspato e sottoposto a sorveglianza attraverso il braccialetto elettronico? Chi ne avrebbe dovuto tracciare gli spostamenti?

Manifestazione antifascista? No, pro-Gualtieri

E veniamo alle coincidenze. Nelle stesse ore dell’assalto alla sede della Cgil, riappare miracolosamente una infelice dichiarazione di Enrico Michetti sulla Shoah. È del 2019, ma è manna dal cielo per il Pd che ha già annunciato la presentazione di una mozione finalizzata a sciogliere Forza Nuova. E poiché, si sa, l’appetito vien mangiando un minuto dopo il vicesegretario Giuseppe Provenzano auspicava analogo trattamento per FdI. Seguivano precisazioni, ma intanto  Giorgia Meloni ritornava nel tritacarne per il suo viaggio a Madrid, dove aveva partecipato ad un evento di Vox. Il legame tra i due partiti è noto, ma ora alla sinistra conviene trasformare il movimento sovranista in sigla neo-franchista. Tanto più che la Cgil ha appena indetto l’immancabile manifestazione antifascista. Si terrà a Roma sabato prossimo, vigilia di ballottaggio. Ci sarebbe da rispettare la consegna del silenzio elettorale, ma tutto lascia pensare che il candidato sindaco del Pd Roberto Gualtieri non se ne starà zitto.

La sinistra teme Michetti

E poiché la retorica antifascista è come il maiale, di cui non si butta niente, oggi Repubblica riciccia in prima pagina un’altra dichiarazione di  Michetti sulla Wermacht. Niente di particolare: solo una constatazione del tutto neutra sull’efficienza dell’esercito tedesco. Sarebbe persino banale, come dire che quando piove si bagna la terra. Ma in tempi in cui la democrazia è in pericolo tutto fa brodo. A proposito, ma è davvero così? Beh, in effetti un pericolo c’è, ma riguarda la sinistra: perdere il Campidoglio con l’annesso bendiddio di risorse promesse dal Pnrr e con la succulenta prospettiva di gestire la preparazione dell’Expo 2030. Parliamo di milioni e milioni di euro che dem&compagni non possono e non vogliono lasciare nella disponibilità del centrodestra. E allora avanti con le stranezze e con le coincidenze. Finché bandiera rossa non trionferà. Sempre che, recandosi alle urne, i romani non decideranno  di ammainarla prima che cominci a sventolare.

 

 

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