Primo giorno di Green pass al lavoro: certificati di malattia in aumento del 23 per cento

venerdì 15 Ottobre 20:17 - di Redazione
Green pass certificati malattia

Green pass,  primo giorno sui luoghi di lavoro. Come sta andando? Bene secondo il ministro Brunetta. Meno bene stando alla realtà dei fatti .Il capo del  ministro per la Pubblica amministrazione afferma che  «nel primo giorno di obbligo di green pass nel mondo del lavoro, la Pubblica amministrazione sta dimostrando senso di responsabilità e organizzazione».  «Nei ministeri orari scaglionati, poche code, rientro ordinato” – ha riferito il ministro. La realtà è che molti lavoraatpori hanno marcato visita.

Primo giorno di Green pass al lavoro: aumentano i certificati di malattia

Nel primo giorno di entrata in vigore del green pass sui luoghi di lavoro, infatti,  i dati forniti sempre dal ministero della pubblica amministrazione non sono affatti incoraggianti.  Lo riferisce il Messaggero: “Alle ore 12 i dati Inps sui certificati malattia, nel pubblico e nel privato erano 47.393. E registravano un lieve aumento rispetto a due settimane fa (+5,5%);  e un aumento del 23,3% rispetto a venerdì scorso. I certificati arrivati l’8 ottobre erano 38.432 e 44.903 quelli del 10 ottobre.  Il dramma di poter perdere il lavoro o avere ripercussioni pesantissime è un dato dalle ripercussioni psicologiche tragiche. Il caos certificati medici sta esplodendo. Due medici sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria perché ritenuti responsabili di aver redatto falsi certificati: che i propri pazienti hanno utilizzato per richiedere l’emissione del Green pass. Lo segnalano i Carabinieri dei Nas.

A rischio la tenuta sociale

I controlli si stanno inasprendo, del resto, sin da quando è stato annunciato che il green pass sarebbe stato necessario per accedere sui lughi di lavoro.  Dall’entrata in vigore della normativa, sono state ispezionate oltre 8mila attività ed esercizi, contestando 433 violazioni all’obbligo del green pass: delle quali 236 ai titolari di attività commerciali e di erogazione di servizi oggetto di obbligo di certificazione Covid: come ristoranti, bar, palestre, sale scommesse e mezzi di trasporto, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass. Le controindicazioni del green pass e le ripercussioni sulla tenuta sociale del paese sono da tempo evidenziate. La realtà è sotto gli occhi di tutti. E siamo appena all’inizio.

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