Palamara, nuovo processo per la soffiata ai giornalisti ma incassa due punti a suo favore

venerdì 15 Ottobre 20:51 - di Redazione
magistratura

Dopo il rinvio a giudizio per corruzione dello scorso luglio, Luca Palamara dovrà affrontare un nuovo processo per l’accusa di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in relazione a uno degli episodi contestati dalla Procura di Perugia nel capitolo delle rivelazioni ai giornalisti del Fatto Quotidiano e della Verità.

Ma, Palamara, incassa anche due punti a suo favore: il non luogo a procedere in relazione all’altro episodio di rivelazione ai giornalisti e il proscioglimento perché il fatto non sussiste in relazione all’accusa di rivelazione per l’esposto presentato dal pm Fava presso il Comitato di Presidenza del Csm.

Ma partiamo dall’inizio. Il gup Angela Avila, dopo due ore e mezzo di camera di consiglio, ha disposto il processo, fissandolo per il prossimo 19 gennaio, in relazione all’accusa, contestata in concorso con l’ex-pm Stefano Rocco Fava, per aver rivelato notizie d’ufficio “che sarebbero dovute rimanere segrete“, e in particolare “che Fava aveva predisposto una misura cautelare nei confronti dell’ex-consulente Legsle dell’Eni, l’avvocato Piero Amara per il delitto di autoriciclaggio e che anche in relazione a tale misura il procuratore della Repubblica non aveva apposto il visto“.

Accusa che era contestata all’ex-consigliere del Csm in concorso con l’ex-procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio: quest’ultimo, dopo aver optato per il rito abbreviato, lo scorso 23 luglio era stato assolto dal gup Piercarlo Frabotta.

A processo andrà anche l’ex-pm di Roma Stefano Rocco Fava, all’epoca dei fatti sostituto procuratore nella capitale e ora giudice civile a Latina, oltre che per lo stesso episodio contestato a Palamara, per le accuse di abuso d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico.

Esulta Palamara: “Prendo atto con soddisfazione che sono cadute le principali accuse. Sulla residua imputazione il dibattimento servirà a fare luce sulla mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati come già per altro chiarito dai giornalisti de Il Fatto e della Verità, i quali hanno escluso di avere appreso da me la notizia dell’esposto di Fava“.

“Sono certo che non solo questo ma che tutte le accuse che mi riguardano cadranno e lasceranno il posto alla verità”, ha aggiunto Palamara.

“E’ giusto che tutti sappiano come sono andate realmente le cose – sottolinea l’ex-consigliere del Csm. – Basta verita’ di facciata, basta ipocrisie. A breve presenterò il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la decisione di rimozione decisa dal Csm soprattutto alla luce di quanto emerso dai verbali relativi alla Loggia Ungheria“.

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