Meloni: «Mi aspetto che la Cgil in piazza chieda a gran voce le dimissioni della Lamorgese”

16 Ott 2021 8:58 - di Mia Fenice
Meloni

«È stato il governo a surriscaldare il clima». Giorgia Meloni non ci sta e smonta tutte le accuse strumentali che le sono piovute addosso dopo i disordini dell’estrema destra di sabato scorso a Roma.  In un’intervista a La Verità va all’attacco dopo la novità emersa da un’informativa della polizia riportata dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: «Quanto accaduto è gravissimo. E ancora più grave sarebbe se il ministro dell’Interno avesse mentito in Parlamento, rispondendo alla richiesta di spiegazioni di Fratelli d’Italia». In che senso? «Luciana Lamorgese non ha spiegato come sia stato possibile che soggetti sottoposti a Daspo e con il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche siano andati ad arringare la folla sul palco. Lo stesso ministro, che fa effettuare perquisizioni a casa di chi scrive dei post sui social contro il green pass, non ha reputato di fermare, la mattina prima dei disordini, questi delinquenti. Grazie anche alla Verità è ora venuta alla luce la gravissima circostanza che il corteo, finito con l’assalto alla Cgil, è stato concordato con i responsabili dell’ordine pubblico. Autorizzato, dopo che il leader di Forza nuova, Giuliano Castellino, aveva annunciato le loro intenzioni violente. Quindi le violenze non sono solo state solo permesse. Sono state agevolate».

Meloni: «Mi aspetto che Pd e M5S  chiedano scusa»

Giorgia Meloni ancora una volta torna a chiedere le dimissioni del ministro Lamorgese. «Il ministro si sarebbe già dovuto dimettere per l’incapacità dimostrata nel contrastare l’immigrazione illegale di massa, per la morbidezza dimostrata nei confronti di delinquenti e criminali mentre si usava il pugno duro nei confronti dei cittadini onesti, colpevoli solo di contestare le misure insensate del governo. Si sarebbe dovuta dimettere dopo lo scempio del rave illegale durato giorni e questo ultimo atto di piazza del Popolo è un ulteriore macigno sulla credibilità delle istituzioni italiane». Quindi? «Mi aspetto che il Pd, il M5S e la sinistra abbiano la decenza di ammettere i propri errori, di chiedere scusa per aver tentato di gettare sull’opposizione responsabilità che sono esclusivamente del governo, e di far dimettere la Lamorgese seduta stante. E mi chiedo anche come faccia Mario Draghi a tenere al Viminale un ministro del genere in quello che veniva definito “il governo dei migliori”».

«In campagna elettorale si è parlato solo di un fantomatico pericolo fascista»

Per Giorgia Meloni l’obbiettivo è chiaro: «Ci ritroviamo oggi con un fuoco di fila della sinistra contro l’unica opposizione al governo, usando come pretesto dei disordini consentiti e agevolati dal ministro dell’Interno. Questi sono i fatti che denunciamo». E poi ancora: «Gli obiettivi purtroppo largamente raggiunti sono sotto gli occhi di tutti. In tutta questa campagna elettorale non si è parlato delle questioni concrete che interessano gli italiani. Non si è parlato di lavoro, di imprese in difficoltà, del Covid trasformato in un pretesto per ridurre le libertà fondamentali e per alimentare la solita mangiatoia della sinistra. Non si è parlato di rotoli di banconote ritrovate nelle cucce dei cani progressisti e si è parlato solo di un fantomatico pericolo fascista. Tutto questo con l’obiettivo di falsare ancora una volta le elezioni italiane, come è costume della sinistra, dalla discesa in campo di Berlusconi a oggi. A tutto questo si aggiunge un fuoco di fila mai visto prima contro l’unica forza di opposizione al governo e contro chiunque osi contestare le scelte governative. Criminalizzare l’opposizione in Parlamento e criminalizzare i cittadini che scendono in piazza è lo schema classico di qualunque deriva autoritaria».

«Se si manifesta a favore non ci sono restrizioni»

Quanto alla manifestazione di oggi della Cgil a Roma puntualizza: «Mi aspetto che la Cgil, a partire dal segretario Maurizio Landini, chieda a gran voce le dimissioni della Lamorgese, che ha permesso l’assalto alla loro sede. Allora sarebbe una manifestazione che ha un suo perché». E infine conclude: «Dopo i disordini di sabato consentiti dal ministero dell’Interno, l’esecutivo ha annunciato una stretta sul diritto di manifestare contro le scelte governative. Se, invece, si manifesta a favore, non ci sono restrizioni. Mi sembra che tutto torni».

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