La Spagna si ribella alla cancel sub-culture: non ci scusiamo per la scoperta del Nuovo Mondo

martedì 12 Ottobre 16:13 - di Roberto Frulli

La Spagna si ribella alla cancel sub-culture di matrice anglosassone e di stampo progressista. Che pretende di riscrivere la storia e imporre un’abiura umiliante su ciò che è stato il passato.

Un esercizio idiota di negazione, di autoflagellazione e di sottomissione culturale in nome di un buonismo ottuso e ipocrita altrettanto idiota.

Sotto i colpi della cancel culture sono state abbattute statue, oscurati monumenti, imposte genuflessioni per “sanare” le presunte colpe delle generazioni precedenti secondo un rito pagano al dio dell’uguaglianza.

La Spagna, però, non intende pagare pegno. E lo dice forte e chiaro: non ci pieghiamo a questo ricatto di un’élite. Che vorrebbe processare in piazza il colonialismo spagnolo.

L’espansione coloniale spagnola “è il maggior importante evento della storia mondiale dopo l’impero Romano – osserva il leader del PP, il Partito popolare spagnolo, Pablo Casado nell’anniversario della scoperta dell’America difendendo, a spada tratta, l’impresa di Cristoforo Colombo, in due video su Twitter divenuti presto virali. – Il regno di Spagna deve forse scusarsi perché cinque secoli fa ha scoperto il Nuovo Mondo, rispettato chi vi si trovava, creato università, creato prosperità, costruito intere città? Non penso proprio”, taglia corto il leader conservatore spagnolo, nel primo video, diffuso ieri su Twitter.

Oggi in Spagna si celebra la festa nazionale in nome dell’Hispanidad, l’identità spagnola che è anche un concetto legato alla comunità storica e culturale con l’America Latina.

E Casado ha pubblicato stamane un secondo video dai toni patriottici su Twitter, con le immagini delle famose tre Caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria.

“Abbiamo creato arte, creato cultura, creato una lingua, creato ispanità“, esulta il leader del Pp respingendo al mittente le pretese della cancel culture.

Celebriamo con orgoglio la Festa nazionale e il Giorno dell’Ispanità, ancor più quest’anno di fronte alle false leggende nere contro la storia della Spagna, che è stata fondamentale per l’umanità”.

 

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