Eutanasia, Bassetti (Cei): “Sconfitta dell’umano”. Pro Vita: “Vogliono legalizzare l’omicidio”

venerdì 8 Ottobre 20:43 - di Redazione
eutanasia Bassetti

“Lo “straordinario” risultato del referendum sull’Eutanasia di cui parla Marco Cappato è frutto di un colossale inganno e di falsità diffuse sulla pelle dei più fragili. Si parla di Eutanasia Legale:  ma in realtà il quesito referendario presentato dai radicali è per la depenalizzazione dell’omicidio del consenziente”. È il commento di Antonio Brandi presidente di Pro Vita & Famiglia, in occasione della consegna alla Corte di Cassazione delle firme sul Referendum per l’Eutanasia legale.

Eutanasia, Pro Vita & Famiglia:  il referendum è un colossale equivoco

Attenzione – precisa Jacopo Coghe, vicepresidente della Onlus – l’eutanasia non riguarda il “diritto di decidere come e quando morire”:  ma il “diritto di decidere come e quando farsi uccidere da altri”. La differenza è abissale e cruciale. Non è una questione di libertà individuale, ma di ordine sociale e collettivo. “Eutanasia legale” significa che lo Stato, la società, sospende il divieto assoluto di omicidio, consentendo ad alcuni di uccidere altri. Di ammazzarli”.

La proposta dei Radicali non ha limiti nelle modalità

Sia il Referendum che il Testo Unico sul Suicidio Assistito che arriverà alla Camera il 25 ottobre – continua la nota – riguardano i maggiorenni. Ma il passo per togliere il limite di età è breve, se pensiamo che la proposta dei Radicali non ha limiti nelle modalità: tanto che anche la decapitazione o lo squartamento sarebbero consentiti. Dove arriveremo? – conclude la nota di Pro Vita & Famiglia -. Vogliamo forse fare come Belgio e Olanda, dove vengono uccisi i bambini senza prospettiva di vita sana; o dove ha trovato la morte un’adolescente vittima di abusi sessuali?”.

Bassetti (Cei): “Sconfitta dell’umano”

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenuto al XXVII Congresso nazionale Amci (Associazione Medici Cattolici Italiani) in corso a Roma, ha commentato: “E’ necessario ribadire che non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire; ma il prevalere di una concezione antropologica e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali. C’è una contraddizione stridente tra la mobilitazione solidale, che ha visto un Paese intero attivarsi contro un virus portatore di morte; e un’iniziativa che, a prescindere dalle intenzioni dei singoli firmatari della richiesta referendaria, propone una soluzione che rappresenta una sconfitta dell’umano. Chi soffre – aggiunge Bassetti- va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita; occorre chiedere l’applicazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore”.

 

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