Confessa e si ammazza il “butterato”, il poliziotto serial killer che stuprava e uccideva le ragazzine

venerdì 1 Ottobre 20:32 - di Robert Perdicchi

Il suicidio di un ex poliziotto ha permesso finalmente di scoprire, dopo 35 anni, l’identità del “Butterato”, il serial killer responsabile di almeno quattro omicidi e sei stupri avvenuti in Francia fra il 1986 e il 1994, nell’area parigina. La sua vittima più giovane aveva solo 11 anni. L’uomo si è tolto la vita il giorno prima di comparire davanti le autorità per sottoporsi alla prova del Dna. Ha lasciato una lettera di confessione e l’esame post mortem del Dna ha confermato la sua colpevolezza, riferiscono i media francesi.

Il serial killer che nessuno aveva mai scoperto

Francois Verove, 59 anni, ex gendarme ed ex poliziotto ormai in pensione, non era fra i principali sospettati. Un magistrato inquirente aveva riaperto il caso chiedendo l’esame del Dna a 750 gendarmi che erano in servizio all’epoca a Parigi. Ma Verove non si è presentato. La moglie ne ha denunciato la scomparsa il 27 settembre e il giorno dopo il suo corpo è stato trovato in un appartamento in affitto nel sud della Francia.

Il serial killer era stato soprannominato il Butterato dopo l’atroce omicidio e stupro di Cecile Bloch nel 1986. Il corpo straziato della bambina di 11 anni era stato trovato nella cantina del palazzo dove abitava a Parigi. Era stato Luc Richard, fratellastro della vittima, a raccontare alla polizia di aver incontrato nell’ascensore un uomo dal volto devastato dall’acne, aiutando a tracciarne l’identikit. Il Butterato era ricercato anche per gli omicidi nel 1987 del 38enne Gilles Politi e della ragazza alla pari tedesca Irmgard Mueller, che lavorava in casa sua, oltre che per l’assassinio della 19enne Karine Leroy nel 1994.

Prima di commettere le violenze si qualificava come poliziotto

Gli inquirenti sospettavano che il serial killer appartenesse alle forze dell’ordine. Sia per il suo modus operandi, ma anche perché in tre dei sei stupri a lui attribuiti- contro una 26enne tedesca e due bambine di 11 e 14 anni – si era qualificato come poliziotto.

La morte di Verove non chiarisce tuttavia tutti i misteri del serial killer, che potrebbe essere responsabile di altri crimini. Nella sua lettera di confessione, riferiscono i media, non cita i nomi delle sue vittime. Parla dei suoi “impulsi passati”, dicendo di esseri poi “ripreso in mano” e “di non aver più fatto nulla”.

 

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