“Concorsopoli”, la svolta: la Gismondo smentisce i media. “Mai accusato ospedale o colleghi”

giovedì 7 Ottobre 17:52 - di Lorenza Mariani
Gismondo Galli

Il caso Sacco, che ha coinvolto anche la figura del virologo Massimo Galli, si allarga. Con il passare dei giorni, mentre la magistratura cerca di lavorare col massimo riserbo, sui media spuntano notizie e indiscrezioni che aumentano la portata dello scandalo. Tra i retroscena e le indiscrezioni, nelle ultime ore sono emerse su alcuni quotidiani anche presunte ricostruzioni del caso attribuite a Maria Rita Gismondo che però, da parte sua, smentisce le ultime notizie stampa circolate. Relative all’inchiesta sui concorsi all’Università di Milano. E affida all’Adnkronos Salute uno sfogo con cui l’esperta prova a fare chiarezza su dubbi e polemiche inarrestabili…

Inchiesta “Concorsopoli”, la Gismondo smentisce i media

«In merito a quanto ho letto su diversi giornali questa mattina, intendo sottolineare di non aver parlato con alcun giornalista. E tanto meno di aver riferito alcunché del contenuto delle mie dichiarazioni. Per il resto non ho lanciato nessuna accusa contro il mio ospedale. O contro il “Sistema Sacco”». Aggiungendo a stretto giro di aver semplicemente «risposto alle domande dei magistrati. Attenendomi rigorosamente al segreto come deve fare un testimone convocato in procura». Una precisazione, quella di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bio-emergenze all’Ospedale Sacco di Milano, che comunque non attenua la tensione e i rumors sul caso. Una vicenda che, fin qui, ha visto comunque l’esperta posizionarsi su posizioni contrapposte a quelle del collega Galli.

Lo sfogo all’Adnkronos: «Da me nessuna accusa contro ospedale Sacco o colleghi»

Tanto che, oggi Libero, provando a fare il punto sulla situazione, scrive: «Il caso Massimo Galli si ingrossa, e si parla addirittura di un “sistema Sacco“. Il direttore del reparto Malattie infettive del Niguarda Massimo Puoti, penalizzato dai concorsi su cui sta indagando la Procura di Milano, ha confermato tutto. Il bando era stato “preconfezionato” a favore del suo concorrente. E Maria Rita Gismondo, altra virologa direttrice di Microbiologia clinica al Sacco… e diventata in breve tempo la “nemica” di Galli, suo collega di ospedale, ha ribadito di essersi opposta alla composizione della commissione per un altro bando con persone fedeli proprio a Galli». Come sottolinea Repubblica, però, la Gismondo avrebbe anche «allargato il recinto delle accuse».

La Gismondo spinge sul freno: «Sono fuori da questa vicenda. E tale voglio rimanere»…

Insomma, nel pentolone dell’indagine ne bolle di acqua agitata. Del resto, l’inchiesta in corso ha portato a 33 denunce in stato di libertà da parte di carabinieri del Nas di Milano. E vede tra i destinatari dei provvedimenti anche 24 docenti universitari delle province di Milano, Pavia, Torino, Roma e Palermo. E fra gli altri anche Massimo Galli. Il meccanismo della “Concorsopoli” alla Statale di Milano è al vaglio degli inquirenti che, tra indagini, riscontri e testimonianze, provano a ricostruirne modalità. Passaggi. Tempistiche. Nel frattempo, però, la Gismondo spinge sul freno. Quanto meno per quanto concerne le sue dichiarazioni pubbliche. Così la virologa – ascoltata nei giorni scorsi come testimone nell’inchiesta sui presunti concorsi truccati – sullo screzio in atto con il famoso collega ancora ieri ribadiva: «Non voglio rilasciare dichiarazioni». «La giustizia farà il suo corso». E infine, un laconico: «Io sono fuori da questa vicenda. E tale voglio rimanere»…

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