Archivio Rauti, la figlia Isabella: «Vi spiego la persecuzione contro il direttore della Biblioteca»

sabato 2 Ottobre 19:49 - di Redazione

Il direttore della Biblioteca nazionale, Andrea De Pasquale,  messo all’indice per  ospitare l’archivio privato di Pino Rauti donato dalle figlie Alessandra e Isabella.  A spiegare la genesi di una vera e propria persecuzione è Isabella Rauti. Attualmente senatrice di Fratelli d’Italia.

Isabella Rauti: vi spiego la persecuzione contro Pasquale

L’archivio personale di Pino Rauti ha ottenuto dal ministero competente, presieduto da Franceschini, il riconoscimento di bene culturale di particolare interesse storico”. Racconta la figlia dell’ex leader missino. “Sulla base di questo e di una donazione fatta da me e mia sorella, eredi della biblioteca, abbiamo chiesto che la Biblioteca Nazionale contenesse in un unico fondo sia l’archivio privato di Pino Rauti sia la biblioteca“.

Il video in attesa dell’inaugurazione

Nel novembre scorso, prosegue la Rauti, poiché non si poteva fare una presentazione pubblica, “mi sono permessa di recarmi alla biblioteca nazionale. E  di fare un video. In cui annunciavo la fruizione online dell’archivio privato e della biblioteca. Rimandando a dopo la pandemia per un evento pubblico”. Da quel giorno, era il 19 novembre dell’anno scorso, il direttore della biblioteca è stato sottoposto a una persecuzione. Che si è esercitata in varie forme, Che ha visto addirittura manifestazioni davanti alla biblioteca. Danneggiamenti, scritte, fino alla persecuzione del suo lavoro, della sua persona e della sua figura.  “Solo – spiega la senatrice di FdI –  per aver fatto questo atto di ricostruzione storica. Scientifica, senza occultare né manipolare nulla”.

La persecuzione del direttore della Biblioteca nazionale

A scatenare la bagarre, racconta la Rauti a margine della presentazione del libro di Sandro Forte “Ordine nuovo parla”, fu un comunicato. Scritto dal ministero dei Beni culturali. Nel quale Pino Rauti venne definito uno statista. “Quel comunicato non è stato fatto né dal direttore De Pasquale né dalla famiglia Rauti. Ma da qualcuno del Ministero. Però, quando questo accade, Franceschini viene avvertito. Si oscura addirittura tutto il sito. E  nasce questa polemica che si trascina per mesi. Senza che mai nessuno dica la verità. E cioè che quel comunicato non è del direttore della biblioteca né della famiglia Rauti.

La fake news del comunicato del ministero

Sulla base di questa fake news De Pasquale è stato perseguitato. E alla fine questa persecuzione qualcosa ha ottenuto. Perché gli è stata tolta la facoltà di essere presidente della commissione che deve desecretare gli atti di cui si è parlato sin qui. Una deminutio molto importante che non ha precedenti”.

Una storia di accuse che non finisce mai

“Questi mesi di persecuzione ai danni di uno studioso che si è occupato sempre e solo di cultura a livello istituzionale, una persona non di partito, dimostrano – conclude Isabella Rauti – quello che in piccolo noi continuiamo a vivere ogni giorno”. Un esempio? A Treviglio, in provincia di Bergamo, c’è un circolo di Fratelli d’Italia intitolato a Pino Rauti. Che quando è nato ha scatenato una polemica infinita.

Lo scandalo del circolo di Treviglio

I candidati a sindaco hanno detto che il candidato sindaco del centrodestra deve dichiarare pubblicamente di essere antifascista, antirazzista. In quanto viene appoggiato da un circolo che si chiama Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo. Nessuno poi dice che è stato accusato e poi assolto. Perseguitato e poi prosciolto. No, si dice soltanto questo.

“È una storia che non finisce mai. E quello che mi terrorizza è la capacità di voler imporre a tutti i costi un pensiero unico e distorto. Voler imporre delle false notizie senza sforzarsi di ricostruire la verità storica e politica. Attrezziamoci tutti – ha concluso – perché la battaglia sarà una battaglia al nostro passato. Alla nostra storia, una storia scritta dai vincitori. E  che mai ha riconosciuto le ragioni dei vinti”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *