«Al mio segnale scatenate l’interno»: l’attacco di Brunetta ai sovranisti ringalluzzisce i centristi

venerdì 22 Ottobre 19:21 - di Michele Pezza
Brunetta

Al mio segnale scatenate l’inferno“. Chissà se la frase cult del Gladiatore sia risuonata nella testa di Renato Brunetta mentre dalle colonne di Repubblica lanciava il suo «liberiamoci dai sovranisti» che in un nano-secondo ha infiammato le chat dei centristi. Il più draghiamo dei draghiani (forse più dello stesso premier) l’ha messa nero su bianco. E tignoso com’è difficilmente farà passi indietro. Lo ha detto anche a Berlusconi nel corso di un faccia a faccia durato più di un’ora: a lui, come alla Gelmini e alla Carfagna, l’attuale centrodestra non piace. La cosiddetta “trazione sovranista“, sostiene, «ci porta a sbattere».

Calenda: «Da Brunetta buone notizie»

E allora? Meglio separare tutti con una bella legge proporzionale e formare tre poli compatibili coi brand in voga in Europa: popolare, socialista, liberale. Per gente come Calenda, Rosato o il dem Marcucci – tutti a vario titoli ex, neo o post renziani – le parole di Brunetta sono l’equivalente di un invito a nozze. Come si fa a dir di no? E infatti… «Mi pare che in una parte di FI – twitta Calenda – stia maturando la consapevolezza che con i sovranisti non si governa. Spero che il Pd riuscirà a fare lo stesso. Almeno nei confronti dell’ala più estrema dei 5S. Buone notizie». Per la verità, l’unica che si coglie nelle sue parole è che si accinge ad ingoiare la parte “moderata” dei grillini dopo averne detto peste e corna.

La tentazione proporzionalista

Ma arriviamo a Marcucci, che giudica «molto interessante» lo scenario «evocato da Brunetta». A suo giudizio, infatti, i filoni socialista, popolare e liberale «possono servire a superare definitivamente la stagione del populismo e del sovranismo». E sentenzia: «C’è davvero bisogno che tutti i partiti siano all’altezza di Mario Draghi». Anche per Rosato, Brunetta dice «cose sagge». Ma siccome l’appetito vien mangiando, già non bastano più. Ora, è il suo auspicio, tocca a Berlusconi «rompere definitivamente con le tentazioni della destra per impegnarsi in un fronte moderato, liberale e riformista». Il disagio di Brunetta “commuove” anche il Pd. Già pronto, assicura il coordinatore dei sindaci Matteo Ricci, a presentare «una nuova legge elettorale» che  «permetterebbe all’area popolare di organizzarsi in modo autonomo». E a far vincere più facilmente il suo Pd.

 

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