Tamponi gratis, Abrignani: «Come il condono per gli evasori». Meloni: «E gli Stati che li usano?»

mercoledì 8 Settembre 16:29 - di Eleonora Guerra
tamponi gratis

No ai tamponi gratis e sì a un green pass «estesissimo». Nel pieno del dibattito sul tema è il membro del Cts, Sergio Abrignani, a fare di fatto da megafono alle posizioni contrarie all’utilizzo di altri strumenti, oltre al vaccino, per tenere sotto controllo il contagio. «Ho sempre paragonato i No vax a degli evasori fiscali. Con una proposta simile stiamo applaudendo alla loro sciaguratezza fornendo un’alternativa alla strada più corretta da seguire», ha detto Abrignani, per il quale, quindi, la proposta di tamponi gratis per tutti, supportata tra gli altri da Confindustria, «è come regalare un condono agli evasori fiscali».

Meloni: «Quindi gli Stati che adottano i tamponi gratis sono fuori di testa?»

«Quindi le Nazioni europee che stanno adottando questa misura per la sicurezza dei cittadini sono fuori di testa? Ma non vi sembra di esagerare con questi paragoni ridicoli?», ha commentato Giorgia Meloni, rilanciando uno stralcio dell’intervista di Open ad Abrignani sulla sua pagina Facebook.

Il dibattito sui test salivari a scuola

In particolare l’attenzione si concentra sull’uso dei test salivari per la scuola, che li adotterà sebbene per ora solo per gli istituti “sentinella”. Lo stesso ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si è espresso a favore di una loro estensione, accogliendo una proposta di FdI. Dunque, lo strumento ha una sua efficacia riconosciuta. Semmai alcuni esperti manifestano dubbi sull’uso fai da te. «Secondo me dovrebbero essere fatti da un operatore sanitario, perché sulla lettura del test da parte di un genitore nutro diversi dubbi e qualcuno che non fa le cose per bene potrebbe esserci», ha detto il direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, caldeggiandoli in particolare per gli under 12.
Per Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, invece, «sono facili da usare anche per i genitori» e «possono essere un buon sistema di monitoraggio di massa». Ma, ha avvertito, «la mascherina va tenuta». Secondo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, «sotto una supervisione hanno dato buoni risultati ma c’è tutta una procedura da rispettare», quindi meglio avere cautela nel pensare di farli a casa. L’immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli ha liquidato invece la possibilità di farli a casa con una battuta: «Adesso possiamo completare l’album dei rimedi “fai da te” anti-Covid», rivendicando la necessità di un controllo scientifico sulle misure per il monitoraggio .

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