Scuola, FdI: “Bianchi racconta favole. Il ministro si svegli dai suoi sogni”. Incubo dad dietro l’angolo

giovedì 9 Settembre 19:19 - di Augusta Cesari
Bianchi

Scuola nel caos. Il ministro Bianchi fa i disegnini in tv alla De Gregorio nel corso di In Onda, dice che tutto è sotto controllo e che la dad è consegnata al passato. Ma la realtà è un’altra.  “Il ministro Bianchi preferisce raccontarsi e raccontare le favole, ma la realtà è che la scuola è nel caos più totale: le segreterie non riescono a gestire situazioni deliranti: come cattedre assegnate su posti inesistenti, tantissimi sono gli errori nelle Gps e i docenti sono scavalcati o sbattuti da un posto all’altro. E a pagare questa ennesima inefficienza di un ministero che va a tentoni sono i soliti noti: i docenti supplenti, gli studenti e le loro famiglie” A fare una disamina della situazione scolastica sono i deputati di Fratelli d’Italia, Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabili del dipartimento Scuola e Istruzione. Tantissime le segnalazioni.

Scuola, Bucalo e Frassinetti (FdI): “Bianchi sogna, la realtà è diversa”

Spiace destare il ministro dal sogno che lui stesso definisce un ‘impegno realizzato per la prima volta nella storia della Repubblica’. Ma occorre farlo. Bianchi dimostra quanto sia lontano dalla vita scolastica e continua in modo superficiale a fare proclami che non hanno alcuna rispondenza con la realtà dei fatti”. Non è una polemica di parte. andare sul sito Orizzonte scuola per credere. Per il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il fenomeno delle classi pollaio è circoscritto: “Solo il 2,9% nelle grandi periferie urbane e nelle scuole superiori”. Fa sensazione, però, scoprire il caso di una scuola superiore in provincia di Roma, Velletri. “Su La Repubblica interviene il dirigente scolastico dell’Istituto superiore “Battisti” di Velletri – leggiamo sul sito-  In una prima classe all’indirizzo di ragioneria ci sono 42 alunni. In un’altra classe “solo” 38.

Scuola, Bianchi non si accorge del record di classi pollaio

“Il dirigente scolastico -leggiamo – ha chiesto di sdoppiare le sue due classi più appesantite, ma l’Ufficio scolastico regionale ha risposto: “Non possiamo farlo, non ci sono abbastanza professori”. “E come faccio ad avviare le lezioni con tutti questi ragazzi in aula, ha chiesto il preside. “Deve rifiutare le iscrizioni ai nuovi studenti“, è stata la replica, “causa sovraffollamento”. Assurdo. Infine l’appello: “Devono mandarmi più professori, consentirmi di dividere le aule per avviare un anno scolastico normale. Sono disposto a incatenarmi a una colonna di Viale Trastevere”.

Mancano i docenti: l’allarme dei dirigenti scolastici

Un’inchiesta di Repubblica, quotidiano non certo ostile al governo Draghi, fa il punto: “I dirigenti scolastici del Paese hanno lanciato l’allarme classi ad alta densità all’inizio della scorsa primavera, in fase di formazione delle sezioni: stiamo costruendo, dicevano in molti, da Sud a Nord, gruppi più numerosi degli anni precedenti, soprattutto nel biennio superiore. “Invece di sdoppiarle, in periodo di Covid, le aumentiamo nei numeri. In questo modo non potremo gestire una terza stagione scolastica vissuta sotto la pressione del Covid”.  Alla crescita degli studenti fin qui non è corrisposta una crescita dei docenti. In tale situazione, l’incubo dad è dietro l’angolo, come aveva sottolineato Giorgia Meloni.

Un dossier di Tuttoscuola ha rivelato che le classi pollaio sono all’incirca 13.761, dentro le quali studiano quasi 400 mila studenti. L’aliquota delle aule gonfie di adolescenti  al 3,7 per cento (qualcosa in più del 2,9 che aveva indicato il ministero) e gli alunni stipanti all’interno di duemila scuole toccano il 5 per cento. Tale situazione tiguarda soprattutti  i licei. “Al primo anno delle superiori le benedette aule dove i ragazzi seguono le lezioni in batteria, dietro banchi di nuovo senza rotelle, con un numero oscillante tra 27 e 40 presenze quotidiane, sono il 15 per cento del totale”, leggiamo su Repubblica. Nei licei scientifici, poi, il sovraffollamento riguarda addirittura un’aula su quattro. Nel 2020-21 sono state formate nelle scuole del Paese 13 classi con 40 alunni, 75 con un numero compreso tra 31 e 39. Bianchi, ci faccia il piacere

 

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