NaturaSì paga i tamponi ai dipendenti non vaccinati: «Scelta la libertà». Burioni: «Con me ha chiuso»

mercoledì 22 Settembre 11:50 - di Federica Parbuoni
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Una scelta «nel rispetto delle libertà di ognuno». Così la catena di supermercati biologici NaturaSì ha motivato la decisione di contribuire a pagare i tamponi ai propri dipendenti non vaccinati. L’azienda, in una lettera inviata a tutti i 1.650 propri lavoratori, ha spiegato di voler «evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, in modo da permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti». La presa di posizione, in chiara polemica con la decisione del governo sul Green pass obbligatorio per i lavoratori, è presto rimbalzata sui social, dove è stata accolta tendenzialmente con un applauso, sebbene non siano mancate polemiche. «Con me NaturaSì ha chiuso», ha scritto su Twitter Roberto Burioni.

La presa di posizione di NaturaSì

La misura, che prevede un contributo di 10 euro su un costo tampone di 15, durerà quanto il l’obbligo del lasciapassare. Dunque, dal 15 ottobre fino alla fine dello stato d’emergenza, fissato ad oggi al 31 dicembre. «Non vogliamo come azienda prendere posizione in questa Babilonia di voci assordanti e contraddittorie, ora è molto difficile distinguere la verità dalla menzogna, la realtà dalla semplice opinione. Di una cosa siamo certi: la libertà individuale», ha spiegato il presidente di NaturaSì Fabio Bescacin, che, rivolgendosi al personale dei 300 punti vendita sparsi sul territorio, ha spiegato di non voler seguire un «meccanismo di lotta e di divisione tra le persone che questa situazione sta innescando».

L’hashtag NaturaSì schizza in tendenza su Twitter

La decisione ha suscitato un notevole interesse nell’opinione pubblica, facendo balzare l’hashtag NaturaSì fra quelli di tendenza su Twitter. In linea di massima con una risposta positiva, sia per le ricadute pratiche sul cliente, sia per l’approccio considerato più rispettoso nei confronti dei dipendenti. «Comunque ora sappiamo che chi lavora da NaturaSì è negativo al covid, quindi posto più sicuro ed idoneo non ne abbiamo…», ha scritto un utente, esortando a rifornirsi «tutti» dalla catena. Un pensiero ricorrente nei vari cinguettii, molti dei quali hanno sottolineato come il Green pass da vaccino non dia la certezza di non essere contagiosi, mentre il tampone in questo senso sia più efficace. 

Quelli che applaudono alla decisione della catena

L’altro tema ricorrente nei commenti è quello del rispetto dei diritti e delle persone. «Il messaggio di NaturaSì è un chiaro messaggio che il rispetto della libertà individuale e del diritto al lavoro devono essere intoccabili. Con questa iniziativa hanno guadagnato un cliente, il sottoscritto», ha scritto Davide, anche lui inserendosi in un ampio filone. «Alla faccia tua, Burioni», ha chiosato l’utente, corredando il post con la faccia di pagliaccio.

Burioni: «Liscia il pelo ai No vax. Con me ha chiuso»

«Se una catena di supermercati liscia il pelo ai No vax deve mettere in conto di perdere i clienti che hanno fatto il proprio dovere di cittadini vaccinandosi. Con me NaturaSì ha chiuso», è stato il post di Burioni, che gli ha attirato tante repliche. Anche il virologo comunque ha ottenuto un suo seguito, ricevendo applausi dai contrari all’iniziativa del supermercato bio. «NaturaSì strizza l’occhio ai no-vax offrendo i tamponi ai dipendenti. Dal momento che è in vena di regali, potrebbe pagare anche le eventuali terapie intensive? Grazie», è stato uno dei commenti più duri.

 

 

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